Pagamenti elettronici in crescita. L'Italia supera la Francia e doppia la Germania

Cronaca
PISA e Provincia
Martedì, 10 Febbraio 2026

L'allarme di Confesercenti: "Aumentano POS e transazioni elettroniche anche nel Pisano, ma commissioni e micro-pagamenti restano una criticità per gli esercenti"

La diffusione della moneta elettronica continua ad accelerare in Italia e coinvolge in modo strutturale commercio, turismo e servizi.

Crescono i POS attivi, aumentano i pagamenti digitali e le imprese investono nella modernizzazione dell’offerta, anche a livello locale.

Tuttavia, accanto ai dati positivi, Confesercenti richiama l’attenzione su un nodo ancora irrisolto: i costi delle transazioni elettroniche, in particolare sulle micro-transazioni, che incidono in modo significativo sui margini delle attività di prossimità e dei pubblici esercizi.

 

Ha scritto Confesercenti.

Moneta elettronica, le imprese accelerano. Nel commercio, nel turismo e nei servizi il pagamento digitale è ormai una componente strutturale dell’offerta: nel 2024 i POS attivi nel nostro Paese hanno raggiunto quota 3,75 milioni, con circa 660mila terminali in più rispetto al 2018 (+21%).

Una crescita proseguita anche nel 2025 portando, secondo le nostre stime, il numero dei POS in Italia a circa 3,87 milioni.

“Resta però il problema delle commissioni – spiegano il presidente Pisa di Confesercenti Toscana Fabrizio Di Sabatino, quella Valdera Cuoio Futura Cavallini e quello Valdicecina Jonni Guarguaglini – e dei costi per gli esercenti soprattutto legati alle micro-transazioni. Per questo ci attiveremo ancora di più con gli istituti bancari affinché vengano incontro alle piccole imprese”.

L’aumento dell’utilizzo della moneta elettronica, secondo una analisi condotta da Confesercenti su dati ufficiali, ha visto un incremento con percentuale a doppia cifra anche nella provincia di Pisa.

In Europa l’Italia si colloca tra i Paesi più avanzati sul fronte dei pagamenti elettronici tanto sa superare nel 2024 sia la Francia e addirittura doppiare la Germania (che contano Pos attivi rispettivamente poco più di 3,2 milioni e 1,5 milioni).

Insieme ai Pos crescono anche i pagamenti digitali presso i punti vendita fisici in Italia, nel commercio, pubblici esercizi, attività turistiche e servizi, che nel 2025 dovrebbero raggiungere i 376 miliardi di euro.

“Le nostre imprese hanno dunque scelto di investire nella modernizzazione – aggiungono Di Sabatino, Cavallini e Guarguaglini -; anche se i contanti sono ancora favoriti dagli italiani, l’apprezzamento per i pagamenti digitali è in aumento. Ma di pari passo con questa crescita resta centrale il tema della sostenibilità dei costi per gli esercenti: le transazioni elettroniche possono arrivare a costare fino al 22% in più, in termini unitari, rispetto a quelle in contanti. Un differenziale gravoso soprattutto sulle microtransazioni, che sono una parte significativa delle vendite quotidiane per molti pubblici esercizi e altre attività di prossimità. Un problema particolarmente sentito da bar, tabaccherie, distributori di carburante ed esercizi di prossimità, dove si lavora su scontrini contenuti e margini ridotti. Pesano, inoltre, i costi accessori (come hardware e canoni) che alzano la spesa totale degli esercenti: per un’attività con 300mila euro di transazioni, la moneta elettronica, secondo le nostre valutazioni, può costare tra i 5 e i 6 mila euro l’anno”.

La conclusione dei presidenti Confesercenti di Pisa, Valdera Cuoio e Valdicecina. “L’immagine delle imprese italiane come ‘anti-cashless’ è da archiviare, così come la demonizzazione del contante: l’evidenza dei dati mostra che le imprese non contrappongono gli strumenti di pagamento, ma li integrano per dare libertà di scelta ai clienti. Quello che non è da archiviare, invece, è il tema dei costi per gli esercenti, soprattutto nelle microtransazioni. La transizione digitale è un fatto e va accompagnata, ma servono condizioni sostenibili e trasparenti lungo tutta la filiera, tanto più mentre l’Europa accelera sull’euro digitale: l’innovazione deve semplificare la vita di cittadini e imprese, non aumentare i costi di chi ogni giorno garantisce servizi essenziali sui territori”.

 

 

 


Visita anche il Podcast di Punto Radio, per riascoltare una trasmissione che ti è piaciuta particolarmente o che ti sei perso.

 

redazione.cascinanotizie