Pensioni, la “dis-parità” che pesa: alle donne assegni fino al 60% più bassi
Più numerose tra i pensionati, ma molto meno pagate: il divario di genere si trascina dal lavoro alla pensione (e in Toscana supera anche il 68%)
La parità di genere? Anche quando si parla di pensioni resta, di fatto, una “dis-parità”. E il gioco di parole non è casuale: i numeri raccontano un divario ancora profondo tra uomini e donne, figlio diretto delle disuguaglianze che caratterizzano il mondo del lavoro.
Se durante la vita lavorativa le donne percepiscono stipendi mediamente più bassi, spesso con carriere più frammentate e discontinue, il risultato non può che riflettersi sugli assegni pensionistici. L’obiettivo della parità, insomma, appare ancora lontano.
Eppure, dal punto di vista numerico, le donne sono la maggioranza tra i pensionati. In Toscana – così come nel resto d’Italia – rappresentano stabilmente circa il 56% del totale, contro il 44% degli uomini. Un dato che si mantiene abbastanza uniforme anche a livello provinciale.
Guardando più da vicino il territorio toscano, lo scarto minore si registra nella provincia di Livorno, dove le pensioni femminili sono il 53,84% del totale, contro il 46,16% maschile. All’estremo opposto si colloca Siena, con una presenza femminile che raggiunge il 57,26%, rispetto al 42,74% degli uomini.
Ma è quando si passa dagli “individui” agli importi che la forbice si allarga in modo evidente. Per rendere più immediato il confronto, si è assunto come base il valore medio mensile delle pensioni femminili, posto pari al 100%.
Il risultato è netto: a livello nazionale, gli uomini percepiscono in media il 57,30% in più. In Toscana il divario cresce ulteriormente, arrivando al 58,75%.
Le differenze diventano ancora più marcate analizzando le singole province. Si passa da un +52,85% registrato ad Arezzo fino al picco del +68,82% in provincia di Grosseto.
E proprio Grosseto, insieme a Pistoia, evidenzia anche un altro dato significativo: gli importi medi mensili delle pensioni femminili restano, in entrambi i casi, sotto la soglia “psicologica” dei 1000 euro.
Nelle tabelle allegate sono riportati tutti i valori relativi alle province toscane, oltre ai totali regionali e nazionali.
È importante sottolineare che gli importi considerati sono lordi e non netti.
In definitiva, se le donne sono più numerose tra i pensionati, lo stesso non si può dire per il peso economico dei loro assegni. La bilancia, ancora una volta, continua a pendere dalla parte degli uomini.
E la “dis-parità”, anche in questo caso, si paga nel tempo.

