Pisa anticipa il mondo: il raggio di sole in Cattedrale sancisce l'inizio del 2027
Piazza dei Miracoli gremita per il Capodanno in stile pisano. Il Sindaco Conti: «Un’unicità che esalta la nostra identità e attrae il turismo»
PISA – Mentre il resto del pianeta è ancora fermo al marzo 2026, Pisa ha ufficialmente varcato la soglia del nuovo anno. In una Cattedrale
gremita di cittadini e turisti, allo scoccare del mezzogiorno di oggi, 25 marzo, il tradizionale raggio di sole ha illuminato la mensolina a forma di uovo posta sul pilastro accanto al celebre pergamo di Giovanni Pisano. Un evento astronomico e simbolico che, salutato da un lunghissimo applauso, ha dato il via al 2027 in stile pisano, con ben nove mesi di anticipo rispetto al calendario gregoriano.
La cerimonia ha vissuto il suo momento solenne quando il sindaco Michele Conti ha pronunciato la formula di rito: «A maggior gloria di Dio, e invocando l’intercessione della Beata Vergine Maria e di San Ranieri nostro Patrono, salutiamo l’anno 2027». Questa tradizione, che affonda le radici nel Medioevo, fa coincidere l'inizio dell'anno con il 25 marzo, giorno dell'Annunciazione. A rendere la giornata ancora più suggestiva è stato il Corteo storico della Rappresentanza pisana, che ha sfilato tra ali di folla partendo da piazza XX Settembre per raggiungere piazza del Duomo in un tripudio di colori e vessilli storici.
Soddisfazione è stata espressa dal primo cittadino, che ha sottolineato come il Capodanno Pisano rappresenti un asset fondamentale non solo per l'identità locale, ma anche per lo sviluppo economico: «È un momento unico che caratterizza la nostra città e coincide con l’inizio della nuova stagione turistica. Abbiamo investito molte risorse affinché questi eventi siano un patrimonio condiviso e una risorsa per lo sviluppo cittadino», ha dichiarato Conti. Gli ha fatto eco l’assessore alle tradizioni storiche, Filippo Bedini, che ha interpretato il raggio di sole — filtrato nonostante una mattinata inizialmente nuvolosa — come un segno di buon auspicio: «Vedere così tanti bambini e ragazzi seguire il corteo ci fa ben sperare nella trasmissione delle nostre radici alle nuove generazioni. Senza la storia non possiamo costruire un futuro all’altezza di Pisa».
Bedini ha poi rimarcato l'unicità del computo ab Incarnatione Domini pisano rispetto ad altre realtà toscane: a differenza di altre città che festeggiano oggi ma "posticipano" l'anno, Pisa è l'unica che lo "anticipa", confermando una specificità storica che continua a rafforzare il legame profondo tra la città e i suoi abitanti. Con l'ingresso nel 2027, Pisa dà ufficialmente il via a una settimana di eventi culturali e rievocazioni che continueranno a celebrare questa identità millenaria.





