Pisa, ex Stallette svendute al Sant'anna a scapito della cultura
E' la denuncia di Diritti in Comune, il gruppo consiliare comunale che parla di dispersione della produzione culturale che si svolgeva nelle ex Stallette con i lavoratori che hanno dovuto lasciare Pisa per altre destinazioni
foto: i lavoratori e lavoratrici che hanno dovuto lasciare le ex Stallette da un giorno all'altro
Questo il comunicato stampa
Una scandalosa svendita: non si può definire altrimenti l’atto con cui il Comune ha concluso in questi giorni il passaggio delle Ex Stallette alla Scuola Superiore Sant’Anna per 2.660.000 euro.
Si tratta di una scelta grave, soprattutto se si considera che per il recupero di questo preziosissimo bene cittadino sono stati investiti oltre 3 milioni di euro pubblici (tramite il progetto PIUSS), una cifra superiore a quella che oggi il Comune incasserà. Inoltre, ad oggi non è chiaro per quali attività la Scuola Sant’Anna intenda utilizzare l’immobile.
Ma l’aspetto più preoccupante è la scelta politica della destra, che di fatto ha dichiarato di non essere in grado — e di non voler — gestire questo spazio, confermando l’assenza di qualsiasi progettualità per una parte strategica della città. La Giunta ha trattato questo luogo come un peso anziché come una risorsa: una decisione semplicemente inaccettabile.
Gravissima è anche la corresponsabilità del Comune nell’aver allontanato da Pisa decine di lavoratori e lavoratrici, determinando la perdita di un importante pezzo della produzione culturale e dell’economia ad essa collegata.
Ricordiamo infatti che nel gennaio 2024 la Giunta ha deciso di chiudere il progetto che prevedeva l’utilizzo degli spazi — recuperati con ingenti risorse pubbliche — come hub per il settore audiovisivo e cinematografico: una vera eccellenza della nostra città, oggi dispersa, contribuendo a desertificare ulteriormente il tessuto culturale pisano.
All'attuale maggioranza che governa Pisa tutto questo sembra non interessare. Il nodo vero è il modello di città che si vuole costruire. In tutti questi anni la Giunta Conti non ha elaborato né promosso un progetto partecipato, condiviso e orientato al futuro per l’utilizzo di questo complesso immobiliare, mostrando scarso interesse per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico.
Questa operazione appare dunque come una semplice scelta di fare cassa, una liquidazione di uno spazio pubblico che contribuisce ad impoverire ulteriormente la nostra città.
Diritti in comune (una città in comune-rifondazione comunista)
