A Pisa passeggiata del Coordinamento per il boicottaggio di Israele
La manifestazione si terrà sabato 21 febbraio alle ore 17.30 in Piazza Gaza (XX settembre) a Pisa
Questo il comunicato stampa
Palestina 2026 – rilanciamo la mobilitazione Contro un genocidio che continua
Dopo l’importantissima mobilitazione dell’autunno, che ha visto milioni di persone scendere in piazza al fianco della Resistenza palestinese denunciando le responsabilità del governo italiano nel genocidio in corso a Gaza, negli ultimi mesi stiamo assistendo ad una stretta repressiva volta a screditare e intimidire il movimento di solidarietà con la Palestina.
Lo vediamo nell’ondata di denunce che sta colpendo in varie città gli attivisti e le attiviste che non sono rimaste in silenzio davanti al genocidio, nella condanna per terrorismo ad Anan Yaesh e nell’inchiesta del Tribunale di Genova contro Mohammed Hannoun e altri sei palestinesi dell’Associazione Palestinesi in Italia e dell’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese del dicembre scorso, costruita su un dossier fornito dal Mossad. Un impianto accusatorio che in questi giorni sta già perdendo pezzi, come dimostra l’annullamento delle misure cautelari per tre dei sette arrestati.
Oltre alla repressione materiale stiamo assistendo anche ad un giro di vite bipartisan sul piano culturale: il disegno di legge Delrio, a rafforzamento del ddl Gasparri, propone l’adozione della definizione operativa dell’IHRA, che equipara la critica all’ideologia sionista all’odio razziale verso gli ebrei, con l’obiettivo di zittire chi si oppone al progetto coloniale e genocida israeliano. E’ infatti in atto un processo di israelizzazione della società, in cui chi denuncia un genocidio viene perseguitato/a, mentre chi lo commette viene protetto/a.
Le mobilitazioni dell’autunno hanno infatti determinato cambiamenti reali nei rapporti di forza, creando non pochi problemi al governo italiano che oggi prova a recuperare terreno con un attacco su più livelli. L’attivazione senza precedenti in Italia e nel mondo ha determinato risultati concreti; solo per citarne alcuni, il porto di Eilat – l’unico di Israele sul Mar Rosso – ha sospeso le sue attività nell’estate 2025 a causa delle operazioni di sabotaggio yemenite, così come le esportazioni agroalimentari israeliane sono al collasso, dando prova dell’efficacia delle tantissime campagne di boicottaggio coordinate sui materiali e le parole d’ordine di BDS.
E’ quindi importante prendere coscienza che la nostra mobilitazione ha contribuito direttamente a causare un danno economico e di immagine a Israele, oltre ad accelerare il raggiungimento della tregua e di un piano di pace.
Il piano di “pace” di Trump, scritto sulla testa e sulla pelle dei palestinesi, è tuttavia l’ennesimo orrore neocoloniale destinato a destabilizzare ancora di più la regione e non può in alcun modo essere considerato un esito accettabile per il movimento antisionista, e che anzi, insieme alla continuazione del genocidio nella Striscia e all’intensificazione dell’occupazione in Cisgiordania, rappresenta un motivo ulteriore per riprendere le fila della mobilitazione.
Sono questi i motivi per cui come Coordinamento per il boicottaggio di Israele proponiamo il rilancio dell’iniziativa al fianco della resistenza palestinese e contro un genocidio che continua. A questo fine riteniamo utile condividere quelli che potrebbero essere alcuni obiettivi minimi:
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La liberazione di tutti i prigionieri politici palestinesi in Italia e in Palestina
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Ribadire che sostenere la Resistenza del popolo palestinese è giusto e legittimo, contrastando il tentativo di distruggere la rete di solidarietà che si è creata in questi anni
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Rilanciare il boicottaggio di Teva
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Rilanciare la mobilitazione contro il consolato onorario di Israele in Toscana
Coordinamento pisano per il boicottaggio