Politiche abitative, Bonanno replica ad Asia Usb: «Nessuno resterà per strada, i nostri numeri parlano chiaro»
L’assessore risponde alla protesta per lo sfratto a Tirrenia: stanziati 2 milioni di euro per manutenzioni e 102 nuovi alloggi in arrivo
PISA – «Il Comune di Pisa non ha mai lasciato nessuno per strada, tanto meno in situazioni gravi e complesse». Con queste parole
l’assessore alle politiche abitative, Giovanna Bonanno, interviene con fermezza in merito alle recenti proteste sollevate dal sindacato Asia Usb riguardanti una famiglia di Tirrenia colpita da una procedura di sfratto.
L’assessore ha definito le accuse del sindacato come «strumentali e prive di fondamento», rivendicando l’impegno dell’Amministrazione comunale nel garantire il diritto alla casa attraverso investimenti senza precedenti. Per l’anno in corso, il Comune ha infatti stanziato 2.000.000 di euro destinati esclusivamente a opere di manutenzione straordinaria e alla riqualificazione dei cosiddetti alloggi di risulta, con l’obiettivo di restituire dignità a immobili rimasti per anni in stato di abbandono.
«Siamo l’Amministrazione che più investe nel patrimonio Erp», ha precisato Bonanno, fornendo dati puntuali per correggere quelle che ha definito informazioni fuorvianti diffuse nelle ultime ore. Secondo il report dell’assessorato, sono 108 gli alloggi di risulta che saranno pronti entro la fine dell’anno, mentre le unità sfitte non ancora finanziate sono 85, smentendo la cifra di 200 unità riportata dalle sigle sindacali. A questi si aggiungono 102 alloggi di nuova costruzione (inclusi i 33 già assegnati nel quartiere di Sant’Ermete) che saranno pronti entro la fine di luglio.
In merito al caso specifico della famiglia di Tirrenia, l’assessore ha rassicurato che la vicenda è attentamente seguita dagli uffici dei servizi sociali, che stanno applicando tutte le procedure previste dalla normativa per giungere a una soluzione tempestiva e adeguata. «Di fronte a investimenti così ingenti e numeri mai visti in precedenza», ha concluso Bonanno, «dare informazioni che esulano dalla realtà dei fatti significa non voler riconoscere un impegno costante verso i bisogni delle persone in difficoltà».

