Ponti di Pace, dalla Palestina a Pisa per due settimane di accoglienza
Dieci ragazzi e ragazze del campo profughi di Balata sono arrivati in Italia con quattro accompagnatori. Claudia D’Oriano racconta a Punto Radio la nascita del progetto e la rete che ne ha consentito la realizzazione
Dieci ragazzi e ragazze palestinesi, di età compresa tra i 12 e i 14 anni, stanno trascorrendo due settimane in Italia nell’ambito del progetto Ponti di Pace. L’iniziativa, nata dalla mobilitazione di alcuni cittadini e successivamente coordinata da Arci Pisa e Alta Val di Cecina, coinvolge Comuni e associazioni del territorio pisano.
A ricostruire la genesi del progetto è stata Claudia D’Oriano, tra le promotrici, intervistata da Carlo Palotti per Punto Radio Cascina Notizie nella serata di giovedì 23 luglio al circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano. L’occasione è stata “Danziamo insieme”, serata con cena sociale, musica e balli.
ASCOLTA L'INTERVISTA A CLAUDIA D'ORIANO
L’idea ha preso forma nel settembre 2025, durante la visita a Pisa di Ibrahim Jamal, presidente dell’associazione Childhood Tolerance Center del campo profughi di Balata. Jamal aveva presentato le attività svolte dall’organizzazione e manifestato l’intenzione di costruire rapporti con il territorio italiano per offrire ad alcuni giovani del campo un periodo di permanenza lontano dal loro contesto quotidiano.
"Quando chiese se ci fosse la disponibilità a invitarlo insieme ai ragazzi, alcune delle persone presenti decisero di provarci", ha spiegato D’Oriano (nella foto a sinistra). Dopo circa un anno di preparativi, martedì 21 luglio sono arrivate in Italia quattordici persone: dieci adolescenti e quattro accompagnatori, due uomini e due donne.
Il soggiorno prevede incontri pubblici, iniziative culturali e momenti ricreativi. Ad accogliere il progetto è una rete di amministrazioni del Lungomonte pisano e delle aree vicine, tra cui Buti, Bientina, San Giuliano Terme, Vicopisano, Cascina, Pontedera e Vecchiano, insieme a numerose associazioni.
Secondo D’Oriano, il primo obiettivo è offrire ai giovani due settimane di vacanza e occasioni per vivere esperienze difficilmente accessibili nel campo di Balata. "Due settimane possono sembrare poche, ma sono meglio di niente", ha detto, ricordando anche le difficoltà burocratiche e logistiche affrontate per organizzare il viaggio, compreso il trasferimento attraverso la Giordania.
Claudia D'Oriano ha infine sottolineato il valore umano e simbolico della presenza dei ragazzi sul territorio, definendoli "ambasciatori della Palestina".
L’intenzione degli organizzatori è ora quella di consolidare la rete costruita e valutare la prosecuzione del progetto anche oltre questa prima esperienza di accoglienza.
Tra gli appuntamenti in programma, mercoledì 29 luglio alle ore 16 è prevista una diretta speciale su Punto Radio, che ospiterà in studio i giovani, le giovani e gli educatori palestinesi.
La trasmissione sarà un'occasione per ascoltare le loro testimonianze, conoscere più da vicino la realtà del campo profughi di Balata e approfondire il significato dell'esperienza di scambio promossa dal progetto "Ponti di Pace".
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