Potere al Popolo Pisa: "Rompere con la guerra

Politica
PISA e Provincia
Sabato, 18 Aprile 2026

Gravi ricadute economiche e sociali anche sul nostro territorio

Le difficoltà nelle forniture di carburante registrate in alcuni aeroporti italiani, tra cui Pisa, si inseriscono in un quadro più ampio segnato dall’acuirsi delle tensioni internazionali. In questo contesto, un documento politico richiama l’attenzione sulle possibili ricadute economiche e sociali anche a livello regionale, collegando gli effetti locali agli sviluppi del conflitto in Medio Oriente e sollecitando una revisione delle attuali scelte di politica estera.

 

Ha scritto Potere al Popolo Pisa.

ROMPERE CON LA GUERRA O FINIRE NEL BARATRO

Pochi giorni fa diverse testate giornalistiche hanno riportato difficoltà all’aeroporto di Pisa riguardo le forniture di carburante per aerei, da parte delle compagnie World Fuel Service e Q8. Così a Pisa, come in molti altri aeroporti del paese, si entra in una fase di attenzionamento riguardo al problema del carburante, e nel vicino ‘Amerigo Vespucci’ di Firenze, nonostante la situazione per ora non sia critica, Toscana Aeroporti richiama alla prudenza. 

Sono ormai settimane che l’aggressione imperialista di Stati Uniti e Israele contro Iran e Libano ha subito una nuova escalation.

Le ricadute materiali della guerra non riguardano solo il sistema aeroportuale toscano, ma diversi settori dell'economia della nostra regione. Già a metà marzo, l’Irpet (Istituto regionale programmazione economica toscana) rilasciava delle stime assolutamente preoccupanti, prevedendo un aumento dell’inflazione del 1% e una caduta del PIL regionale dello 0,3%, incidendo su 15mila imprese e sull’occupazione di 111mila lavoratori, e incidendo di almeno 768 euro l’anno sui bilanci delle famiglie. Questi sarebbero soltanto le ricadute economiche a breve termine della guerra. L’Unione Europea, che al di là di preoccupanti proclami sullo smart working, e sul lockdown energetico, non condanna le azioni dei criminali statunitensi e israeliani, e la premier Giorgia Meloni si dichiara equidistante, pendendo inevitabilmente dalla parte di Trump e Netanyahu.

Noi ricordiamo perfettamente che l’Iran ha dichiarato, a pochi giorni dall’inizio della guerra, che lo stretto sarà aperto, per tutti coloro che condanneranno l’aggressione statunitense, non farlo ad oggi, non è solo contro il diritto internazionale, ma diventa un atto che va contro gli interessi del popolo italiano, per tanto, contrario alla lettera e allo spirito della costituzione.

Davanti alla preoccupazione di una crisi economica ed energetica senza precedenti, diventa fondamentale rompere con la guerra e con i vincoli internazionali che ci legano mani e piedi ai guerrafondai statunitensi e israeliani, cosi come con le politiche di riarmo e guerrafondaie dell'UE, annullare tutti i rapporti militari con questi due paesi, chiudere le basi statunitensi e NATO nel nostro paese riconvertendole a scopi esclusivamente civili.

 

 

 


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redazione.cascinanotizie