Quando a Calci arrivarono Bertolucci e Barazzutti

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Venerdì, 24 Luglio 2026

La storia del Circolo Tennis Certosa, nato quasi per scommessa e diventato campione d'Italia grazie alla passione di un gruppo di amici

 

Ci sono imprese sportive che nascono da grandi investimenti.
E poi ce ne sono altre che sembrano uscite da un romanzo.
Quella del Circolo Tennis Certosa di Calci appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Perché tutto cominciò quasi per caso.

Alla metà degli anni Settanta un gruppo di amici giocava a tennis a Zambra, su due semplici campi costruiti con entusiasmo e tanta buona volontà, proprio accanto alla chiesa. Tra loro c'era anche Luigi Del Punta, che di quel gruppo sarebbe diventato uno dei principali animatori.

Un giorno arrivò però dalla parrocchia una notizia inattesa: quei campi dovevano essere lasciati.
«Solo molti anni dopo – racconta oggi Del Punta – scoprii che il terreno era comunale e non della parrocchia. Ma ormai era andata così.»
Sembrava la fine di un'esperienza.
Invece era soltanto l'inizio.

 

Una scommessa chiamata Certosa

Nel 1977 quel gruppo di appassionati si trasferì alla Gabella, alle porte di Calci.
Nacque così il Circolo Tennis Certosa, costruito e finanziato direttamente dai soci, organizzati in una società a responsabilità limitata.
All'inizio erano poco più di un manipolo di tennisti.
Negli anni sarebbero diventati oltre ottanta.
Nessuno immaginava che quel piccolo circolo, incastonato ai piedi dei Monti Pisani, sarebbe arrivato a competere con le società più prestigiose d'Italia.
Eppure accadde proprio questo.

 

Le prime vittorie

I primi successi arrivarono nelle competizioni regionali.
Poi il livello continuò a crescere.
Dal vivaio emersero nuovi giocatori e il circolo iniziò a guardare oltre i confini della Toscana.
La svolta arrivò nel 1980.
La squadra femminile, composta da Monica Bertolucci, Monica Giorgi ed Elisabetta Lazzeri, conquistò lo scudetto italiano.
Per una realtà nata appena tre anni prima era qualcosa di impensabile.
Ma il meglio doveva ancora arrivare.

 

I campioni della Coppa Davis

Nel giro di poco tempo il campo centrale della Certosa vide scendere in campo alcuni dei nomi più prestigiosi del tennis italiano.
Paolo Bertolucci.
Tonino Zugarelli.
Corrado Barazzutti.
Enzo Vattuone.

Giocatori che avevano scritto la storia del tennis azzurro e che portarono il piccolo circolo di Calci sul tetto d'Italia.
Nel 1983 arrivò lo scudetto maschile.
L'anno successivo fu confermato.
Due campionati italiani consecutivi.

Un risultato che ancora oggi appare straordinario, pensando alle dimensioni del paese e alle risorse di cui disponeva il circolo.

 

"Panatta passava a salutare"

Negli anni Ottanta la Certosa era diventata un punto di riferimento del tennis nazionale.
Nel 1985 organizzò perfino un torneo internazionale, vinto dall'italo-svizzero Claudio Mezzadri.
Arrivavano giocatori da tutta Europa.
E, ogni tanto, anche Adriano Panatta.
Non per giocare.
Semplicemente per salutare gli amici.
«Veniva a trovare Bertolucci e gli altri. Era un ambiente familiare, ci conoscevamo tutti.»
È forse questo il ricordo più bello di Luigi Del Punta.
Un tennis fatto di campioni, ma senza divi.

 

Lo zoppo e il ciccione

Tra i racconti che conserva con maggiore affetto ce n'è uno che lo fa ancora sorridere.
Quando giocava il doppio insieme ad Antonio Nesti, spesso gli avversari li sottovalutavano.
«Ci chiamavano "lo zoppo e il ciccione". Antonio zoppicava per una poliomielite, io ero decisamente sovrappeso.»
Ride ancora, mentre lo racconta.
«Poi entravamo in campo e spesso vincevamo proprio noi.»
Era il modo migliore per rispondere ai pregiudizi.
Con una racchetta in mano.

 

La torta tricolore

Anche le vittorie avevano il sapore della semplicità.
Alla festa per uno degli scudetti fu preparata una gigantesca torta di venticinque chili decorata con il tricolore.
La prima fetta spettava naturalmente a Corrado Barazzutti.

Proprio in quel momento, però, il fotografo insistette per immortalare la scena.
Barazzutti, infastidito dai continui flash durante tutta la manifestazione, perse la pazienza.
Prese quella fetta di torta e la lanciò in faccia al fotografo.
Oggi l'episodio fa sorridere.
Allora lasciò tutti senza parole.

 

Il vento che cambiò tutto

Nel 1991 arrivò il giorno che nessuno avrebbe voluto vivere.
Una violenta tromba d'aria devastò gran parte della zona tra Pisa e Calci.
Il circolo fu gravemente danneggiato.
Le coperture volarono via.
Le strutture subirono danni enormi.
Luigi Del Punta non si arrese.
Riuscì perfino a recuperare due palloni pressostatici dismessi dal Comune di Milano e rimise in piedi il circolo.
Ma qualcosa si era spezzato.
I costi aumentavano.
Gli sponsor diminuivano.
Anche gli impegni familiari chiedevano spazio.
Nel 1992 si chiuse un capitolo irripetibile.

 

Una storia che merita di essere ricordata

Oggi, entrando al Circolo Tennis Certosa, è difficile immaginare che proprio lì abbiano giocato alcuni dei più grandi protagonisti del tennis italiano.
Eppure è successo davvero.
Per alcuni anni, ai piedi dei Monti Pisani, un piccolo gruppo di appassionati riuscì nell'impresa che sembrava impossibile: costruire un circolo, farlo crescere e portarlo sul tetto d'Italia.
Non grazie ai grandi capitali.
Ma grazie all'entusiasmo, all'amicizia e a quella passione che, ancora oggi, illumina gli occhi di Luigi Del Punta quando ricorda quegli anni.
Forse è questo il segreto della Certosa.
Gli scudetti sono rimasti negli albi d'oro.

Le emozioni, invece, continuano a vivere nei racconti di chi c'era.

 

 

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luca.barboni