Reattore del CISAM, Diritti in Comune svela la "buafala sulle compensazioni": "I fondi per la bonifica erano già disponibili"
Il gruppo consiliare contesta il collegamento tra il risanamento dell’area e le compensazioni previste per la nuova base militare, chiedendo trasparenza su costi e tempi degli interventi
Le risorse destinate alla bonifica dell’ex reattore nucleare "Galileo Galilei" sarebbero già previste dalla normativa nazionale e non dipenderebbero dalla realizzazione della nuova base militare.
Lo sostiene Diritti in Comune, che chiede chiarimenti sui costi e sui tempi del risanamento, e la restituzione dell’area CISAM a un utilizzo civile.
Ha scritto Diritti in Comune (Una città in comune - Rifondazione Comunista).
I fondi per la bonifica del reattore "Galileo Galilei" ci sono già, non c'entrano con il progetto della base militare. Sul futuro dell'area CISAM si svela l'ennesima bufala sulle compensazioni.
Con la pubblicazione dell’ultimo Decreto Infrastrutture (DL n. 207 del 26 giugno 2026), emerge con assoluta chiarezza la verità sulle coperture finanziarie per la bonifica dell'ex reattore nucleare RTS-1 : l’articolo 2 del provvedimento stabilisce infatti che gli oneri per gli interventi di decontaminazione e smaltimento rifiuti sono coperti con le risorse della Legge n. 29/2022, la quale recepisce e riattiva direttamente gli stanziamenti originari della Legge n. 17/2003 recante "Disposizioni urgenti per la raccolta, lo smaltimento e lo stoccaggio, in condizioni di massima sicurezza, dei rifiuti radioattivi".
I fondi per ripulire il sito — spento dal lontano 1980 dopo anni di attività sotto la sigla CAMEN — c'erano già. Non si tratta di risorse legate al progetto della nuova base militare, né tantomeno di "concessioni" fatte al territorio.
Sulla vicenda intervengono con una presa di posizione durissima i rappresentanti del gruppo Diritti in Comune:
"Le carte parlano chiaro e smontano una volta per tutte la narrazione tossica delle istituzioni: la bonifica del reattore del CISAM è un atto dovuto per legge e un diritto della cittadinanza, già finanziato con canali ordinari ben prima del progetto della nuova sede dei gruppi di intervento speciale dei Carabinieri. Far passare gli interventi di risanamento come 'opere di compensazione', come si è preteso di fare nell’accordo di chiusura del tavolo interistituzionale di ottobre 2023 (ripreso poi nel DL Infrastrutture del 2024), è una gigantesca mistificazione e una vera e propria truffa comunicativa ai danni della città ."
Che le risorse per la decontaminazione fossero del tutto slegate dall'insediamento dei Carabinieri era un dato già noto e documentato. Già nel 2018 la società statale Sogin era stata incaricata di redigere lo studio di fattibilità per il decommissioning dell'impianto. Non solo: la Delibera n. 14/2020 della Corte dei Conti sulle "Bonifiche del Settore Difesa" aveva già sanzionato i ritardi nei percorsi di risanamento, evidenziando come la bonifica fosse un obbligo vincolante del Ministero con capitoli di spesa autonomi e che avrebbe dovuto essere già conclusa nel 2020.
" La sicurezza ambientale e la salute dei cittadini non sono una merce di scambio ," incalzano da Diritti in Comune. " Ci hanno raccontato che senza i 520 milioni previsti per la base non si sarebbe potuta fare la bonifica. Oggi ribadiamo che i fondi del nucleare esistono da oltre vent'anni. Il Decreto conferma finalmente ciò che abbiamo sostenuto fin dall'inizio: i 520 milioni di euro non servono a bonificare il CISAM. Servono a costruire una nuova infrastruttura militare nel cuore del Parco e a Pontedera, sottraendo enormi risorse pubbliche al welfare da destinare al warfare. "
Di fronte al nuovo quadro normativo, la richiesta della coalizione formata da Una città in comune e Rifondazione Comunista Pisa si fa perentoria:
" Pretendiamo immediata chiarezza sui costi effettivi e tempi certi per la bonifica totale dell'area, " concludono da Diritti in Comune. " Questa deve essere l'occasione storica per smilitarizzare il CISAM e restituire integralmente l'area all'uso civile, reintegrandola nella Tenuta di Tombolo all'interno del Parco Naturale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli. La natura e il territorio non si barattano con nuove strutture militari. "
Nell'immagine in alto fonte goggle maps rielaborata, il reattore Galilei



