Retiambiente: da Cascina nuove pesanti critiche al CDA

Politica
Cascina
Giovedì, 7 Luglio 2022

Il consigliere di maggioranza Fabio Poli rivendica le perplessità avanzate nel tempo su Retiambiente e sul presidente Daniele Fortini

Riporta la nota della lista Cascina Civica - Lavoro, Sviluppo, Ambiente

Con una recente nota, l’intera maggioranza politica di San Giuliano Terme, riconfermava tutte le critiche precedentemente mosse all’operato del presidente e del consiglio di amministrazione di Retiambiente SpA.

La reiterata richiesta di maggior trasparenza, dovuta alle persistenti deficienze del servizio oltrechè al continuo aumento tariffario - già programmato fino al 2024 -, si è resa necessaria a seguito della recente decisione di un gruppo dirigente che ha inteso aumentarsi i compensi: 60.000 euro al Presidente e 24.000 euro per ogni consigliere del C.d.A.  Se non si parlasse di soldi pubblici e delle tasche dei cittadini la giustificazione avanzata, nel contesto economico che stiamo affrontando, assumerebbe sicura ilarità visto quanto specificato dal Presidente in merito all’erogazione dei compensi: “solo quando ci sarà certezza della piena corrispondenza alle norme” con l'acquisizione di specifici pareri legali". Ovviamente tutto è stato fatto secondo le regole, almeno quelle formali, ma un’etica mai esistita dalle parti di certi “boiardi” della finanza pubblica locale riconferma l’irresponsabilità di chi pensa ad incrementarsi soprattutto il compenso anzichè proporre modelli di gestione virtuosa di una strampalata filiera dei rifiuti, per renderne i costi meno fuoricontrollo.

Sottoscrivo appieno la totalità delle dichiarazioni rese dalla maggioranza politica di San Giuliano Terme, ma mi permetto di dissentire quando si afferma che le critiche sono state mosse “per lo più da soli”.

Vorrei ricordare, allo scopo, la contrarietà espressa quando Retiambiente, grazie all’Autorità Territoriale d’Ambito Toscana Costa, si è avvalsa di un contratto di servizio per oltre 3 miliardi di euro e della durata di 15 anni per diventare, dal 1 Gennaio 2021, il gestore unico del ciclo integrato dei rifiuti urbani sul territorio delle province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara.

Ciò ha reso Retiambiente beneficiaria di un affidamento diretto che, per dovuta trasparenza nei confronti dei cittadini, avrebbe quantomeno richiesto la presentazione di un Piano industriale, sia a livello generale d’Ambito che di singolo Comune, per porre in evidenza i costi di servizio e d’investimento necessari a validare i Piani Economico Finanziari da cui scaturisce poi la tariffa.

Retiambiente rimane un’entità astratta e lontana, che esclude i Comuni dalla governance, tantochè, ancor oggi, manca sia di un piano industriale che di un patto di sindacato da sottoporre ai 100 comuni che ne costituiscono la proprietà. Pur ponendosi sempre fuori dal controllo dei cittadini e delle istituzioni territoriali si è sentita comunque autorizzata, attraverso il controllo che esercita sulle singole Società Operative Locali, a gestire l’intero ciclo dei rifiuti. E’ di tutta evidenza che lo stato economico e finanziario delle diverse SOL, soprattutto delle più grandi come Geofor e, a breve, Aamps, può influenzare in negativo il bilancio della holding Retiambiente SpA perché i PEF originati da un sistema che non funziona, rende “prigionieri” i Comuni e non gli consente alcuna forma di programmazione riducendone i margini di manovra al solo aumento tariffario o al taglio dei servizi, al ricorso ad agevolazioni estemporanee e di congiuntura ma, mai di carattere strutturale.

Anche la protesta a mezzo stampa e la sfiducia nei confronti del Presidente Fortini, espressa dal Consiglio Comunale di San Giuliano Terme, era stata preceduta da quanto le sigle politiche che rappresento, fin dal dicembre 2019, avevano ritenuto di porre in evidenza dentro e fuori il Consiglio Comunale di Cascina. Più specificatamente l’attuale presidente della holding Retiambiente SpA, nonché Consulente del Presidente della Regione Lazio per le strategie e la pianificazione ambientale, tra i vari e precedenti incarichi collezionati in PUBLISERVIZI HOLDING SpA, TIRRENO ACQUE SpA, TOSCANAGAS SpA, ASIA Napoli SpA, AMA Roma SpA, GEOFOR SpA, durante il mandato assunto in quest’ultima società e secondo la logica del marinaio garantiva che:

  • la gara di affidamento del servizio per il triennio 2020/21/22, andata pressochè deserta per motivi certamente non ascrivibili agli eventuali concorrenti, fece assumere al cda di Geofor un piano industriale approssimativo, elaborato in soli quindici giorni - verbale n. 26 del 16 dicembre 2019 - che però, secondo Fortini, “non comporterà alcun aggravio per i Comuni interessati poiché tutti i costi di personale con Ccnl di settore, mezzi d’opera e sedi, erano già stati quotati nel capitolato di gara e dunque comunicati ai comuni attraverso i piani tecnico economici per la tariffa 2020”. Pur a fronte delle ripetute richieste avanzate, il suddetto verbale non è mai stato fornito;
  • il ruolo di centrale di committenza dedicato alla gestione esclusiva dell’appalto e non a compiti di direzione operativa, grazie ai ribassi d’asta offerti, come affermato da Fortini, aveva consentito all’azienda di conseguire degli utili importanti che avevano favorito forme d'investimento per cassa anziché per competenza delle quali, però, non si è mai dato riscontro né dell’ammontare né dell’impiego;
  • un quadro di raffronto per singolo servizio -mai prodotto- per illustrare meglio il rapporto tra quanto richiesto ai Comuni committenti e quanto, a seguito dei ribassi, veniva invece corrisposto agli appaltatori, definiti anche “manovalanza a basso costo”, dimenticando che gli obblighi contrattuali di legge, ma soprattutto quelli morali, rendono un’azienda pubblica maggiormente responsabile dei soggetti terzi affidatari sul mancato rispetto delle condizioni contrattuali e di contribuzione previdenziale, sui servizi da non affrontare in carenza d’organico o in doppio turno, sull’utilizzo di mezzi obsoleti. Situazioni pubblicamente denunciate più volte e anche attenzionate dalla Prefettura;
  • un’azione di “due diligence” per fare definitiva chiarezza sulla possibile vulnerabilità finanziaria di Geofor Spa e per garantire la necessaria trasparenza sulle eventuali responsabilità del precedente livello dirigenziale che si è sempre posto fuori dal controllo delle istituzioni territoriali alle quali, per perdite d’esercizio poi dichiarate di 2,7 milioni di euro, corre l’obbligo di esercitare tutte le forme di controllo a favore dei cittadini amministrati.

Ciò a dimostrazione di quanto le richieste di dimissioni di Fortini quando presiedeva il precedente cda di Geofor e già ripetutamente avanzate fin dal 2020, rimangono tutte nella loro attualità come il silenzio imbarazzante e l'inerzia di Pd e Lega che, in egual modo e per la tutela improvvida di puri interesse di parte, si sono dimostrati funzionali al mantenimento di un potere che, secondo logica del vecchio manuale Cencelli, si sono egualmente spartiti.

Alla faccia del cittadino contribuente e della difesa dei lavoratori!

Pur avendo già chiaramente espresso la nostra posizione e, condividendo il dubbio su quant’altri risponderanno alla richiesta di trasparenza avanzata, come lista LSA non faremo comunque mancare il nostro sostegno alle critiche mosse dalla maggioranza politica di San Giuliano Terme.

Per la lista LSA
Fabio Poli

 

redazione.cascinanotizie