Riparbella si inventa una nuova identità tra arte, vino e turismo lento

Cronaca
Riparbella
Lunedì, 31 Agosto 2026

 

Il sindaco Salvatore Neri ospite de “Il Punto sui Comuni” a Punto Radio: dalla Collina delle Fiabe ai nuovi percorsi di trekking e biking. «Essere piccoli può diventare un vantaggio, in futuro i borghi saranno sempre più apprezzati»

 

Un paese di appena 1.600 abitanti, un territorio di circa 60 chilometri quadrati e una scelta precisa: non provare a diventare qualcosa di diverso da ciò che si è, ma trasformare le caratteristiche di un piccolo borgo delle colline pisane in un elemento di attrazione.

È questa la Riparbella raccontata dal sindaco Salvatore Neri, ospite de “Il Punto sui Comuni”, la rubrica curata dal giornalista Michele Del Ben all'interno di Mezzogiorno in Punto su Punto Radio.

Un Comune che negli ultimi anni ha cercato di costruire una propria identità turistica e culturale mettendo insieme natura, agricoltura, vino e tradizioni. 

Il progetto forse più originale è quello della Collina delle Fiabe, indicato dallo stesso Neri come il primo luogo che mostrerebbe a chi arrivasse per la prima volta a Riparbella.

Un progetto nato anche da una considerazione molto concreta. A differenza di altri borghi dei Colli Marittimi Pisani, Riparbella non possiede un castello o un centro storico raccolto intorno a un monumento capace, da solo, di caratterizzarne l'immagine. Da qui l'idea, nata nel 2024, di trasformare questa apparente debolezza in un'opportunità, portando l'arte direttamente dentro il paese.

Facciate e spazi del borgo sono così diventati una sorta di galleria a cielo aperto, attraverso opere realizzate da artisti internazionali. Un percorso destinato ad ampliarsi ulteriormente con la prossima edizione del festival, prevista a fine settembre. 

La novità sarà l'ingresso della land art nel parco forestale regionale: opere inserite nel bosco e realizzate utilizzando elementi naturali come legno e terra, insieme ad altri materiali. Arte e ambiente, quindi, destinati a incontrarsi per offrire un motivo in più per scoprire il territorio. 

Ma la strategia turistica di Riparbella non si ferma all'arte. Il sindaco individua nella combinazione tra vino, enogastronomia, natura e cultura la strada attraverso la quale un piccolo Comune può farsi conoscere senza perdere la propria identità.

Una filosofia che trova una delle sue espressioni più interessanti nel turismo lento.

Negli ultimi anni sono stati creati nuovi sentieri per il trekking e la bicicletta, insieme all'Anello del Vino, un percorso che permette di collegare a piedi o in bici le cantine del territorio. Non un'offerta turistica costruita sui grandi numeri, dunque, ma sulla possibilità di vivere paesaggio, produzioni locali e ambiente con tempi e modalità differenti. «Stiamo puntando tutto sul turismo lento», ha spiegato Neri, indicandolo come una delle principali prospettive sulle quali l'amministrazione crede per il futuro. 

Accanto alla valorizzazione del territorio rimane centrale anche la vita della comunità. Ne è un esempio Ripa Talent, manifestazione nata lo scorso anno per offrire uno spazio agli artisti locali e rapidamente allargatasi a partecipanti provenienti anche da fuori Riparbella. La seconda edizione, articolata in sezioni dedicate a ragazzi e adulti, propone canto, ballo e musica e ha già raccolto numerose iscrizioni. 

Ma essere un Comune di appena 1.600 abitanti rappresenta oggi un limite oppure un'opportunità?

Neri non ha dubbi. Le difficoltà esistono, soprattutto per una realtà amministrativamente piccola ma territorialmente molto estesa. Allo stesso tempo, però, vivere in un borgo consente un rapporto più diretto tra cittadini, servizi e pubblica amministrazione.

E il sindaco si spinge anche oltre, immaginando per il futuro una riscoperta dei piccoli Comuni e un possibile ritorno dalle grandi città verso realtà nelle quali dimensione umana, ambiente e qualità della vita possano tornare ad avere un peso maggiore nelle scelte delle persone. 

È probabilmente questa la scommessa di Riparbella: fare della propria dimensione non un limite, ma una caratteristica da valorizzare.

Arte dove mancava un monumento-simbolo, sentieri e biciclette al posto del turismo di massa, vino e prodotti locali come strumenti per raccontare il territorio. Una piccola comunità che prova insomma a costruirsi una propria riconoscibilità senza snaturarsi.

Con un invito finale del sindaco decisamente meno istituzionale e forse, proprio per questo, efficace: «Venite a Riparbella, dove si mangia, si beve, si balla e si sta bene». 

 

 

 


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luca.barboni