Riqualificata l'ex chiesa di San Marco in Calcesana: a settembre l'inaugurazione

Cronaca
PISA e Provincia
Domenica, 2 Agosto 2026

Conclusi i lavori da oltre un milione di euro finanziati con i fondi PNRR nell'ambito del progetto "Pisa THIS". Il vicesindaco Bedini: «Restituiamo alla città un edificio di grande valore storico che diventerà un nuovo polo culturale e formativo»

PISA - Si sono conclusi ufficialmente i lavori di riqualificazione dell'ex chiesa di San Marco in Calcesana, situata in via Garibaldi. L'intervento, finanziato con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nell'ambito del programma PINQuA "Pisa THIS", ha consentito il completo recupero dell'immobile storico e la rigenerazione delle relative aree verdi esterne, per un investimento complessivo superiored a un milione di euro.

L'opera ha visto la realizzazione di un restauro conservativo che ha compreso il rifacimento della copertura, il consolidamento delle strutture in legno, il restauro delle murature in pietra e l'installazione dei nuovi impianti tecnologici e infissi. Esternamente sono state create aree sistemate a verde con nuove alberature, tavoli e sedute per lo studio e la sosta all'aperto, oltre a un percorso tattile plantare per garantire la massima accessibilità alle persone con disabilità visiva. L'inaugurazione ufficiale si terrà nel mese di settembre e l'immobile sarà concesso in comodato gratuito alla Fondazione Teatro Verdi di Pisa per ospitare laboratori, attività formative ed eventi culturali.

«Con la conclusione dei lavori restituiamo alla città un edificio di valore storico, recuperato e destinato a una nuova funzione pubblica», spiega il vicesindaco con delega alla cultura e al patrimonio Filippo Bedini. «L'ex chiesa di San Marco in Calcesana sarà affidata alla Fondazione Teatro Verdi di Pisa, ampliando gli spazi a disposizione del teatro cittadino. Dopo la sconsacrazione nell'Ottocento e anni di destinazioni improprie, questo luogo torna aperto alla comunità. La vicinanza con il Teatro Verdi consentirà di creare un legame funzionale tra le due strutture, rafforzando la presenza delle attività culturali sul territorio».

Le prime notizie documentarie del complesso risalgono al 1139. Dopo essere rimasta per secoli sotto la tutela delle monache di San Matteo e di nobili famiglie pisane, la chiesa subì profondi restauri nel Cinquecento, durante i quali fu realizzato anche un altare di Giovanni della Robbia (oggi custodito nel Camposanto Monumentale). Sconsacrato definitivamente nel 1819, l'edificio ha ospitato nel tempo un magazzino, un'autofficina, una fonderia e varie attività commerciali, prima del definitivo recupero pubblico avviato dall'Amministrazione comunale.


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massimo.corsini