Rocca della Verruca, nuovi danneggiamenti al cantiere: la proprietà parla di "sabotaggio"
Nuova denuncia ai Carabinieri dopo il sopralluogo del 4 settembre nella parte di Vicopisano. Portone bloccato con attrezzi, murature manomesse, luci danneggiate e vetri lungo l’accesso
Nuovi danneggiamenti alla Rocca della Verruca, nella porzione del complesso monumentale che ricade nel territorio di Vicopisano.
A pochi giorni dagli episodi già riscontrati alla fine di agosto, il sopralluogo del 4 settembre ha fatto emergere ulteriori manomissioni al cantiere e alle strutture, per le quali è stata presentata una nuova denuncia ai Carabinieri.
Secondo quanto riferito dalla proprietà, il portone in ferro sarebbe stato bloccato dall’interno utilizzando attrezzature prelevate dal cantiere e filo di ferro, mentre sono stati rilevati nuovi danni alle murature e a due luci mobili.
Lungo un accesso già precedentemente forzato sono stati inoltre trovati frammenti di vetro.
La ripetizione e le modalità degli episodi portano la proprietà a parlare non più di semplici atti vandalici, ma di un possibile "sabotaggio" delle opere di tutela del monumento.
Ha scritto la proprietà Gualerci.
Non più soltanto intrusioni e vandalismi, ma una sequenza di azioni che, per modalità e ripetitività, fa parlare la proprietà di un vero e proprio sabotaggio del cantiere e delle opere di tutela della Rocca della Verruca.
L’ultimo episodio riguarda ancora una volta la porzione del complesso monumentale ricadente nel territorio di Vicopisano. Dopo i danneggiamenti già riscontrati alla fine di agosto, un nuovo sopralluogo effettuato il 4 settembre ha fatto emergere ulteriori manomissioni, subito denunciate alla Stazione dei carabinieri di Cascina.
Al momento dell’arrivo alla Rocca, il portone blindato in ferro risultava chiuso e bloccato dall’interno, tanto da impedire il normale accesso alla struttura. Per entrare è stato necessario utilizzare un varco già provocato da precedenti danneggiamenti, nel frattempo richiuso e trovato nuovamente aperto il 4 settembre, segno di un’ulteriore manomissione dell’area. Proprio lungo quel passaggio erano presenti anche numerosi frammenti di bottiglie di vetro.
Una volta all’interno, il quadro apparso agli occhi della proprietà è risultato ancora più grave. Il portone era stato bloccato utilizzando un forcone impiegato nel cantiere per la movimentazione dell’erba tagliata, collocato al posto della barra originariamente predisposta per la chiusura. Quest’ultima era stata nuovamente rotta, rimossa dalla propria sede e sistemata alla base dell’ingresso come ulteriore elemento di blocco.
Il forcone, a sua volta, era stato assicurato con il manico metallico di un secchio da muratore, anch’esso prelevato dal cantiere. Come documentano le fotografie, i diversi elementi erano stati poi ulteriormente vincolati con filo di ferro, avvolto più volte attorno alle parti metalliche e serrato attraverso ripetuti intrecci e torsioni, in modo da rendere più saldo e difficilmente rimovibile il blocco del portone. Un materiale che non apparteneva alle dotazioni presenti nell’area di lavoro e che era stato quindi portato sul posto dall’esterno.
Una manomissione complessa e tutt’altro che improvvisata: non un singolo oggetto appoggiato davanti all’ingresso, ma un sistema costruito combinando più attrezzature prelevate dal cantiere, materiale portato dall’esterno e ripetuti legami in filo di ferro. Una sequenza che, anche per il carattere reiterato delle manomissioni, rafforza nella proprietà la convinzione di trovarsi di fronte non a un semplice atto vandalico o a un accesso occasionale, ma a un’azione deliberata e organizzata contro il cantiere e le opere predisposte a tutela del monumento.
Durante il sopralluogo sono emersi anche nuovi danneggiamenti alle murature, con pietre, laterizi e macerie rinvenuti a terra, oltre alla rottura di due luci mobili da cantiere. Le immagini raccolte sul posto documentano materiale lapideo rimosso e accumulato in più punti, attrezzature spostate o danneggiate e porzioni delle murature interessate da distacchi e perdita di materiale. Un quadro che va ben oltre il semplice accesso abusivo all’area.
I nuovi danneggiamenti sarebbero avvenuti tra la sera del 30 agosto e la mattina del 4 settembre. I fatti sono stati denunciati ai carabinieri come danneggiamento a un bene di interesse archeologico, storico e artistico, trattandosi di un complesso monumentale sottoposto a tutela.
La vicenda assume particolare rilievo perché sulla porzione vicarese della Rocca sono in corso interventi autorizzati di conservazione e messa in sicurezza. Ogni alterazione delle murature, spostamento di elementi lapidei o manomissione delle opere di cantiere può incidere non soltanto sulla sicurezza, ma anche sulla conservazione e sulla lettura archeologica del monumento.
L’episodio del 4 settembre arriva a pochi giorni dal precedente sopralluogo del 30 agosto, quando nella stessa area erano già stati riscontrati accessi non autorizzati, danneggiamenti alle murature e altri segni di manomissione. Da qui la crescente preoccupazione della proprietà per quella che viene definita una progressione di atti deliberati contro il cantiere e contro il monumento.
Ora spetterà agli investigatori ricostruire la dinamica e tentare di individuare gli autori. Intanto resta aperto il problema della tutela di uno dei monumenti più importanti dei Monti Pisani, già fragile per le condizioni strutturali e il degrado e ora nuovamente esposto ad azioni che rischiano di comprometterne ulteriormente la conservazione e la sicurezza.


