Santa Luce, assemblea contro il progetto eolico sulle Colline Pisane

Politica
Santa Luce
Venerdì, 4 Settembre 2026

Il piano prevede 13 aerogeneratori da circa 200 metri e una potenza complessiva di 93 MW. Il Comitato Colline Pisane esprime preoccupazione per l'impatto sul territorio

Partecipata assemblea pubblica giovedì 3 settembre a Santa Luce sul progetto di parco eolico che interessa le Colline Pisane. L'incontro, promosso dal Comitato Colline Pisane, ha riunito cittadini, amministratori e associazioni per discutere delle possibili conseguenze dell'intervento.

Il progetto presentato dalla società Santa Luce Srl prevede 13 aerogeneratori e coinvolge i territori di Crespina Lorenzana, Fauglia, Orciano Pisano, Santa Luce e Rosignano Marittimo.

Nel corso dell'assemblea sono state espresse preoccupazioni per i possibili effetti su paesaggio, agricoltura e turismo, mentre la sindaca Giamila Carli ha confermato la contrarietà dell'amministrazione comunale al progetto.

 

Ha scritto il Comitato Colline Pisane.

Santa Luce (PI), 4 settembre 2026 – Grande partecipazione ieri sera a Santa Luce all’assemblea pubblica organizzata dal Comitato Colline Pisane per informare la cittadinanza e contrastare il progetto di parco eolico che interessa le colline della provincia di Pisa.

Il progetto, proposto dalla società Santa Luce Srl, prevede 13 aerogeneratori alti circa 200 metri, per una potenza complessiva di 93 MW. L’area coinvolge cinque comuni – Crespina Lorenzana, Fauglia, Orciano Pisano, Santa Luce e Rosignano Marittimo – con i primi quattro direttamente interessati dall’installazione degli impianti. Per il Comitato l’intervento rischia di tagliare in due il territorio, trasformando in modo irreversibile un paesaggio di grande pregio e producendo ricadute sull’agricoltura, sulle attività turistiche e sulla qualità della vita delle comunità locali.

La sindaca Giamila Carli ha ribadito la netta contrarietà dell’amministrazione comunale al progetto. Pur dichiarandosi favorevole a valutare gli impianti da fonti rinnovabili caso per caso, ha ricordato che in passato il Comune aveva già accolto un diverso progetto eolico attraverso un percorso che aveva previsto il coinvolgimento della cittadinanza.

Giacomo Durazzo, del Comitato Colline Pisane, ha riferito che la Regione Toscana ha ritenuto insufficiente la documentazione presentata dalla società proponente e che, di conseguenza, l’avvio della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) è stato rinviato in attesa delle necessarie integrazioni.

Tra i relatori esterni è intervenuto Francesco Pratesi, presidente di Italia Nostra Toscana, che ha inquadrato il caso delle Colline Pisane in un fenomeno più ampio. Pratesi ha sottolineato come progetti di queste dimensioni siano spesso funzionali a interessi economici e speculativi estranei alle esigenze dei territori e come la pressione della speculazione energetica riguardi ormai molte aree d’Italia. Ha inoltre richiamato gli elevati costi sostenuti attraverso le bollette elettriche, sostenendo che i risultati ottenuti siano del tutto sproporzionati rispetto all’obiettivo globale di contrasto ai cambiamenti climatici.

Marco Bonucci, esponente della Coalizione TESS, ha richiamato la necessità di privilegiare alternative per lo sviluppo delle fonti rinnovabili che evitino il consumo di suolo, a partire dall’utilizzo dei tetti degli edifici industriali e commerciali per il fotovoltaico. Ha inoltre mostrato la situazione della Val di Cornia, dove la moltiplicazione di progetti eolici e fotovoltaici sta generando forti preoccupazioni per la progressiva occupazione di terreni agricoli particolarmente fertili.

Molto partecipato anche il dibattito finale. Dal pubblico sono arrivate numerose domande e sollecitazioni; tra i temi segnalati, anche i cantieri per impianti BESS (Battery Energy Storage Systems), grandi sistemi di accumulo dell’energia, e le preoccupazioni dei cittadini per procedure autorizzative che, in diversi casi, non prevedono una VIA ordinaria.

L’assemblea si è conclusa con la richiesta di una pianificazione energetica capace di coniugare gli obiettivi di produzione con la tutela del paesaggio, dell’agricoltura, della biodiversità e dell’economia turistica, evitando che territori di particolare pregio vengano trasformati in distretti energetici industriali senza un effettivo coinvolgimento delle comunità.

 

 



 

redazione.cascinanotizie