Sciopero farmacie, adesione record al 70%: a Roma anche la Cisl di Pisa
Mobilitazione nazionale per il rinnovo del contratto scaduto nel 2024. Bumma: «Professione a rischio scomparsa, i giovani non sono più attratti»
PISA – Una partecipazione definita "massiccia" che ha toccato punte del 100% in alcune località, con una media nazionale del 70%. Lo
sciopero nazionale delle farmacie private, proclamato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, ha portato lunedì scorso migliaia di professionisti a sfilare per le strade di ROMA, da Piazza Vittorio Emanuele II fino a Piazza San Giovanni, proprio sotto la sede di Federfarma.
Al centro della protesta c'è il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, scaduto il 31 agosto 2024. Gli oltre 76mila addetti del settore chiedono risposte concrete su due fronti: la dignità salariale, per recuperare il potere d'acquisto eroso dall'inflazione, e il riconoscimento normativo delle nuove mansioni legate alla "farmacia dei servizi", che ha trasformato radicalmente il ruolo dei collaboratori negli ultimi anni.
Alla manifestazione capitolina era presente anche una delegazione della CISL di Pisa, guidata dalla Segretaria Generale Giorgia Bumma. «L’adesione allo sciopero è stata altissima e le intimidazioni datoriali non hanno avuto riscontro», ha dichiarato Bumma. «Il farmacista ricopre un ruolo fondamentale come primo presidio territoriale per la salute dei cittadini, ma oggi questa professione rischia seriamente di scomparire».
Il grido d'allarme lanciato dal sindacato riguarda soprattutto il futuro della categoria. Negli ultimi anni si è registrato un calo vistoso delle iscrizioni alla facoltà di Farmacia, segnale di una perdita di attrattività del mestiere. «Per i giovani questo lavoro non è più appetibile a causa dei bassi salari e delle scarse tutele», prosegue la segretaria della Cisl pisana. «È necessario intervenire subito con un adeguamento salariale e un miglioramento del sistema di classificazione professionale per evitare la fuga di competenze dal settore».
Oltre alla questione economica, i sindacati chiedono che la formazione non gravi più sulle tasche dei lavoratori e che vengano ridotti i tempi per la progressione di carriera. Il messaggio inviato a Federfarma è netto: senza una svolta contrattuale che garantisca prospettive certe, il sistema delle farmacie di prossimità rischia il collasso per mancanza di personale qualificato.

