Scontro Scuola-Sindacati: «L’Ufficio Scolastico Regionale tenta di bloccare i diritti»
Circolare shock ai presidi contro l'assemblea della FLC CGIL. Il sindacato replica: «Atto illiberale a ridosso del Referendum»
FIRENZE – Esplode un caso politico e sindacale nel mondo della scuola toscana. Al centro della bufera una circolare inviata ieri, 17 marzo,
dal Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale (USR) a tutti i Presidi della regione. Nel documento, l'amministrazione invitava i dirigenti a non autorizzare l'assemblea sindacale indetta dalla FLC CGIL Toscana per giovedì 19 marzo, sollevando un'ondata di proteste per quello che viene definito un attacco senza precedenti alle libertà costituzionali.
La motivazione del blocco risiederebbe nell'ordine del giorno dell'incontro, che prevede un punto informativo sul Referendum sull'ordinamento giudiziario del 22 e 23 marzo. Una giustificazione che il sindacato ha immediatamente respinto con fermezza, definendola priva di basi legali. «Le assemblee sindacali non hanno bisogno di alcuna autorizzazione, né possono essere revocate dal datore di lavoro», attacca la FLC CGIL in una nota ufficiale, ricordando come le leggi vigenti e il contratto nazionale impediscano qualsiasi interferenza dell'amministrazione sui temi in discussione tra i lavoratori.
Secondo l'organizzazione sindacale, la mossa dell'USR non sarebbe un isolato errore burocratico, ma risponderebbe a una precisa strategia politica nazionale. «Questa presa di posizione scomposta e illiberale risponde alla volontà del Ministero dell’Istruzione di comprimere i diritti e di espellere il sindacato più rappresentativo dalla scuola», denunciano i rappresentanti dei lavoratori, parlando di un'ingerenza che si fa «sempre più pressante» con l'avvicinarsi della scadenza referendaria.
La replica della FLC CGIL è stata immediata: una contro-lettera è stata inviata a tutti i Dirigenti scolastici della Toscana per ribadire la regolarità dell'assemblea di domani e diffidare da atti di ostruzionismo. Il sindacato ha inoltre colto l'occasione per rilanciare la propria posizione politica, invitando il personale scolastico a votare «NO» al Referendum del prossimo weekend, anche come risposta a quelle che definisce «posizioni autoritarie che rappresentano un unicum nella storia recente delle relazioni sindacali».

