Scotto Festival, Una Città in Comune attacca la Giunta: «Oltre centomila euro per una mediocre festa di partito»

Cronaca
PISA e Provincia
Giovedì, 27 Agosto 2026

La forza di opposizione critica le scelte dell'assessore alla cultura Filippo Bedini sul programma della rassegna. «Parlano di libertà di pensiero ma gli ospiti sono tutti orientati a destra»

PISA - Torna al centro del dibattito politico cittadino lo Scotto Festival, la rassegna culturale estiva giunta alla sua sesta edizione nel giardino monumentale dell'Istrice. A sollevare durissime critiche nei confronti dell'Amministrazione comunale e in particolare dell'assessore alla cultura e vicesindaco Filippo Bedini è la lista di opposizione Una Città in Comune, che contesta sia i costi sostenuti dalle casse pubbliche sia la linea editoriale della manifestazione.

Secondo la forza di minoranza, le risorse impegnate per la realizzazione del cartellone supererebbero la bellezza di 100mila euro. Un investimento ritenuto sproporzionato rispetto alla qualità complessiva della proposta, definita «mediocre» salvo rare eccezioni come il concerto dedicato a David Bowie con Andrea Fumagalli dei Bluvertigo in calendario per l'8 settembre. Nel mirino finiscono soprattutto i concetti di "identità" e di "libertà di pensiero" rivendicati dall'assessore durante la presentazione del programma alla stampa.

«Anche quest’anno, per la sesta volta, l’assessore e vicesindaco Filippo Bedini si presenta gongolante alla città per spiegare il programma della sua rassegna culturale, una festa definita come "uno degli appuntamenti più attesi dell’offerta culturale cittadina" – attaccano da Una Città in Comune –. La parola "identità" piace tantissimo al nostro assessore: in questo programma può significare Gabriele D’Annunzio, San Francesco, Dante Alighieri, Galileo Galilei e San Ranieri, ma anche David Bowie, Lindsay Kemp e i vini della provincia. Tutte cose diverse, ma chissà perché tutte identitarie».

«Alla stampa l’assessore ha voluto sottolineare soprattutto la "libertà di pensiero come stella polare del programma" – prosegue la nota dell'opposizione –. Qui il messaggio è abbastanza semplice: significa che i relatori sono tutti di destra e vicini alla parte politica della premier Giorgia Meloni. La libertà di pensiero che intende l’assessore è quella che diverge dal pensiero della sinistra. Ecco quindi il dibattito con Gino Zavalani, il canale social vicino a Fratelli d’Italia, l’intervista a Marcello Foa e lo spettacolo di Fausto Biloslavo. Lo Scotto Festival è costato oltre centomila euro per le casse comunali per offrire una programmazione orientata obbligatoriamente a destra».


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massimo.corsini