Sempre meno nuove imprese giovanili "under 35"

Economia
PISA e Provincia
Martedì, 10 Marzo 2026

La fotografia aggiornata al 2025 ha confermato una tendenza ormai strutturale che vede nelle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa diminuire il numero complessivo di imprese guidate da “under 35”

 

Il calo non è però legato ad una minore propensione ad avviare nuove attività da parte dei giovani, ma al progressivo invecchiamento dei titolari che, superata la soglia dei 35 anni, pur continuando l’attività di imprenditoriale, escono dalla categoria delle imprese “giovanili”. In tutte e tre le province le nuove iscrizioni sono risultate infatti superiori alle cessazioni, ma non sufficienti a compensare queste uscite.

L’aumento inoltre dell’età media di avvio d’impresa, insieme alla riduzione della popolazione giovanile, ha quindi generato una diminuzione dell’incidenza e del tasso di imprenditorialità giovanile, pur in presenza di saldi annuali ancora positivi tra aperture e chiusure. Anche in una fase di ridimensionamento numerico, l’imprenditoria giovanile continua a presidiare un ruolo strategico all’interno del sistema economico locale. Si conferma una leva chiave sia sotto il profilo del ricambio generazionale sia in termini di capacità innovativa, con un contributo rilevante alla nascita e al consolidamento di iniziative nei servizi e nei comparti emergenti.

Questo, in sintesi, è quanto emerge dall’analisi effettuata dall’Istituto di Studi e Ricerche (ISR) e dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest in merito alla dinamica dell’imprenditoria giovanile nelle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa nel 2025.

«Non siamo di fronte a un venir meno dello spirito imprenditoriale – osserva Valter Tamburini, presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest – bensì a una trasformazione di natura strutturale. I giovani continuano ad avviare nuove attività, orientandosi con frequenza crescente verso ambiti ad alto contenuto innovativo. La criticità risiede piuttosto nel timing: l’ingresso nel mondo imprenditoriale avviene in età più avanzata e, conseguentemente, l’uscita dai parametri statistici si anticipa. In questo scenario diventa prioritario attivare strumenti concreti e mirati – formazione qualificata, facilitazioni nell’accesso al credito, percorsi di orientamento – per accelerare la scelta imprenditoriale e favorire il ricambio generazionale nelle imprese esistenti. Investire su chi oggi avvia un’impresa o subentra alla guida di un’attività significa rafforzare in prospettiva la competitività del territorio e la tenuta del sistema produttivo locale.»

Nel territorio pisano la diminuzione è risultata più contenuta: le imprese giovanili si sono attestate a 2.920 unità, in calo dell’1,7%. Le nuove iscrizioni, pari a 591, hanno superato nettamente le cessazioni, fermatesi a 235, generando un saldo positivo di 356 unità. Anche in questo caso il ricambio non ha compensato le uscite dalla categoria per limiti anagrafici. L’incidenza sul totale provinciale si è attestata al 7,1%.Il commercio ha mantenuto il primato quale settore con la maggiore concentrazione di imprese giovanili pur avendo registrato una contrazione. I servizi alle imprese hanno chiuso l’anno in espansione consolidando il proprio ruolo dinamico, mentre il turismo ha messo in luce una sostanziale stabilità. Lieve diminuzione per costruzioni e industria, mentre l’agricoltura ha conservato livelli quasi invariati con ciò delineando un sistema produttivo giovanile che sta orientandosi verso i servizi. La presenza delle imprese under 35 è diffusa su tutto il territorio provinciale, in lieve flessione l’area pisana, stabile la Val d’Era e con valori relativamente più elevati nelle aree meno urbanizzate quale la Val di Cecina (incidenza 7,8%).
 

redazione.cascinanotizie