Servizi all'infanzia, fumata nera in Prefettura: confermato lo stato di agitazione al Comune di Pisa
Sindacati all'attacco sul bando per i nidi a gestione indiretta: «Base d'asta insufficiente, a rischio stipendi e qualità del servizio». Scadenza confermata al 28 maggio
PISA – Si è concluso con un esito pesantemente negativo il tentativo di conciliazione presso la Prefettura di Pisa tra l'Amministrazione
comunale e le sigle sindacali Fp Cgil, Cub e Cobas. Al centro dello scontro il nuovo bando di gara per l’affidamento dei nidi d’infanzia a gestione indiretta, un provvedimento che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, nascerebbe già gravato da una cronica carenza di risorse.
Nonostante le reiterate richieste dei sindacati di ritirare il bando per incrementare la base d'asta, il Comune ha scelto di non fare passi indietro. La critica mossa dalle organizzazioni dei lavoratori è netta: le cifre stanziate non sarebbero in grado di garantire la piena tutela retributiva e contrattuale del personale impegnato nei servizi. ««Si tratta di una scelta politica precisa»» – denunciano le sigle sindacali – ««che manifesta scarsa attenzione alla reale valorizzazione di chi quotidianamente garantisce professionalità e sicurezza alle famiglie»».
Il timore espresso dai sindacati è che si possa ripetere quanto avvenuto tre anni fa con il cambio di appalto per i servizi ausiliari, quando il personale arrivò a perdere oltre due mensilità all'anno. I dubbi sulla tenuta del bando sarebbero confermati, secondo Fp Cgil, Cub e Cobas, anche dai numerosi quesiti posti dall’Osservatorio Regionale sugli appalti, ai quali l'Amministrazione non avrebbe fornito risposte considerate chiare o concrete.
Durante l'incontro in Prefettura è emerso inoltre un elemento di frizione procedurale: la Segretaria Generale del Comune ha depositato un documento formale agli atti per rassicurare sulle future tutele in fase di aggiudicazione. Un gesto che i sindacati hanno bollato come ««inconsueto»», ritenendo che possa alimentare false aspettative tra le lavoratrici senza offrire reali garanzie normative o pratiche, dato che il Comune continua a ritenere le risorse messe a gara già adeguate.
Con la conferma della scadenza per la presentazione delle offerte fissata al 28 maggio, la mobilitazione sindacale non si ferma. Lo stato di agitazione rimane attivo, promettendo nuove azioni di protesta a tutela della qualità dei servizi educativi e della dignità salariale degli operatori in appalto.

