Sicurezza a Pisa, botta e risposta politico sull’iniziativa “Difendiamo Pisa”

Politica
PISA e Provincia
Venerdì, 23 Gennaio 2026

Sinistra Italiana e Partito Democratico criticano l’evento promosso da Fratelli d’Italia e Lega. Replica della Lega: "Ascoltare cittadini e genitori, non fare propaganda"

Si accende il confronto politico a Pisa sul tema della sicurezza urbana in seguito all’iniziativa 'Difendiamo Pisa', promossa da Fratelli d’Italia e Lega.

Da un lato Sinistra Italiana e il Partito Democratico contestano l’impostazione dell’evento, ritenendolo contraddittorio rispetto agli anni di governo della città e del Paese; dall’altro la Lega difende la mobilitazione, sottolineando le preoccupazioni espresse da genitori e cittadini e rilanciando la necessità di azioni condivise e misure più incisive per garantire maggiore sicurezza sul territorio.

Sull'iniziativa 'Difendiamo Pisa' di sabato 24 gennaio, venerdì 23 gennaio, abbiamo intervistato uno dei due promotori,  il consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana Diego Petrucci

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Ha scritto Sinistra Italiana, Federazione di Pisa.

“Quando chi governa una città da quasi otto anni organizza una passeggiata per ‘difenderla’, non lancia un messaggio di sicurezza ma certifica il fallimento delle proprie politiche”. Lo dichiarano Anna Piu, segretaria provinciale di Sinistra Italiana Pisa, e Andrea Aretini, segretario comunale di Pisa città, in riferimento all’iniziativa ‘Difendiamo Pisa’ promossa da Fratelli d’Italia e Lega.

“Fratelli d’Italia e Lega amministrano Pisa da anni e oggi governano il Paese. Continuare a presentarsi come forza che ‘interviene’ nei quartieri è una rappresentazione che tenta di trasformare la responsabilità in propaganda”, proseguono. “La sicurezza non è una sfilata né un gesto simbolico, ma una scelta politica quotidiana. In questi anni le scelte sono state chiare: riduzione delle politiche sociali, minori investimenti nei quartieri e costruzione di una narrazione emergenziale”, aggiungono. “Dire che ‘non esistono zone franche’ mentre si è progressivamente ritirato lo Stato sociale è una contraddizione evidente. Le vere zone abbandonate sono quelle lasciate senza servizi, presidi e diritti. Difendere Pisa significa smettere di usare la paura come strumento di governo e lavorare sulla coesione sociale. Chi governa non passeggia: decide, investe, risponde. Se dopo anni di governo l’unica risposta è una passerella simbolica, il problema non è la città ma la politica che la amministra”, concludono.

 


Ha scritto Antonio Mazzeo, consigliere regionale del Partito Democratico e vicepresidente del consiglio regionale della Toscana.

Come sempre, quando si tocca un nervo evidentemente scoperto, gli esponenti di Fdi e Lega pisani reagiscono in modo scomposto. Ma sono contento che, nel farlo e pensando di attaccarmi, Bulleri e Meini mi diano ragione: dopo 8 anni al governo della città e 3 alla guida del Paese si sono accorti che, a Pisa in modo particolare, c'è un problema sicurezza che i loro slogan non hanno risolto. Anzi. La situazione è peggiorata come dimostra il triste primato in Italia per i furti in abitazione, con oltre 75 ogni 10.000 abitanti. Loro pensado di poter continuare a parlare come se fossero all’opposizione, ma sostenendo che la sicurezza a Pisa è sempre più un’emergenza stanno certificando il loro fallimento.

Raccolgo comunque l'invito di Meini quando dice che "l'unico vero modo per dare risposte concrete, sia smettere di scaricare le responsabilità sugli altri e lavorare seriamente insieme". Giustissimo, e sono sicuro condividerà dunque con me che i primi a farlo devono essere coloro che hanno responsabilità di governo, cittadino e nazionale. E sono entrambi esponenti del suo partito. 

Smettiamola allora con la propaganda e diciamo che sicurezza significa collaborazione vera tra Comune, Prefettura, forze dell’ordine e Governo, senza rimpalli e senza tavoli finti; significa presenza reale nei quartieri e organici adeguati dove servono, non slogan; significa una strategia integrata che tenga insieme sicurezza urbana e sicurezza sociale, perché il degrado si combatte anche con lavoro, salari dignitosi e servizi che non lasciano soli; significa prendere sul serio dipendenze e disagio psichico, perché ignorarli oggi vuol dire ritrovarseli domani in strada o nelle cronache; significa affrontare anche il nodo carcerario, perché senza percorsi e senza gestione la recidiva cresce; e significa smetterla con la scenografia delle “zone rosse” e delle norme spot che non cambiano la realtà se manca la certezza della sanzione e della sua applicazione.

Questa è la differenza: la destra continua a fare campagna sulla paura, noi facciamo proposte e chiediamo risultati. Lo dico chiaramente: se davvero vi interessa la sicurezza, portate atti, risorse e tempi certi. E su questo terreno siamo disponibilissimi a lavorare insieme per il bene delle cittadine e dei cittadini, delle studentesse e degli studenti delle nostre scuole e università e di tutte e tutti coloro che vivono e lavorano nella nostra città.

 


Ha scritto Elena Meini, vicesegretario provinciale Lega Pisa.

“È esattamente questo il motivo per cui tanti cittadini non votano più e si allontanano dalla politica: davanti a un’iniziativa nata dai genitori per difendere i propri figli e chiedere più sicurezza, c’è chi preferisce fare polemica e propaganda invece di ascoltare”.

Così Elena Meini, Vicesegretario provinciale della Lega a Pisa, commenta le dichiarazioni del Vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo su un'iniziativa promossa nel capoluogo pisano da un comitato di genitori.

“Genitori e cittadini sono scesi in campo con senso di responsabilità, chiedendo esplicitamente di non strumentalizzare l’evento. Ed invece lo stesso Mazzeo ha scelto di attaccare, limitandosi a dire che ‘hanno fallito Conti e il Governo’, come se questo potesse risolvere i problemi reali di sicurezza che vivono ogni giorno i nostri ragazzi; tra l'altro, mi preme ricordare come il nuovo Decreto sicurezza, con le norme "anti maranza" vada proprio nella direzione richiesta dai genitori."

“Credo, dunque, che l’unico vero modo per dare risposte concrete, sia smettere di scaricare le responsabilità sugli altri e lavorare seriamente insieme. La proposta è chiara: istituire subito un Tavolo con tutti i soggetti coinvolti, chiamare in causa il Governo e tutte le istituzioni competenti e agire finalmente nella direzione della sicurezza”.

“Servono scelte nette e coraggiose: più sicurezza sui territori, pene più severe per chi delinque, apertura dei CPR, rimpatrio di chi non ha diritto a restare e stop alla politica che continua a difendere l’immigrazione irregolare e a dare priorità agli immigrati nei servizi sociali, mentre famiglie e giovani italiani vengono lasciati soli”.

“La sicurezza dei nostri figli non è né di destra né di sinistra. Chi usa queste preoccupazioni legittime per fare battaglia politica dimostra di essere lontano dai cittadini e dai problemi reali del territorio”.

 

 

 


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redazione.cascinanotizie