Studio Unipi sui rifiuti: nei Comuni sciolti per mafia sale la differenziata

Cultura
PISA e Provincia
Mercoledì, 21 Ottobre 2026

La ricerca del Dipartimento di Economia e Management analizza il periodo 2010-2021: dopo il commissariamento calano i rifiuti totali e cresce il riciclo

PISA – Nei comuni italiani sciolti a causa di infiltrazioni mafiose, la gestione dei rifiuti fa registrare una netta inversione di tendenza dopo il commissariamento amministrativo. È quanto emerge da uno studio condotto da Lucio Masserini e Giulia Romano del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa, pubblicato sulla rivista scientifica Statistics and Public Policy nell'ambito del progetto PRIN 2022 finanziato dall'Unione Europea tramite i fondi del PNRR.

La ricerca ha esaminato i dati riferiti al periodo 2010-2021 di 5.960 comuni italiani – circa il 74% del totale nazionale –, focalizzandosi in particolare su 88 enti locali sciolti per mafia, situati prevalentemente in Calabria, Sicilia, Puglia e Campania, ma con casi registrati anche in Basilicata, Emilia-Romagna, Liguria e Lombardia. I risultati dimostrano che l'intervento straordinario e la successiva riorganizzazione portano a benefici concreti nell'arco di pochi anni: la quota di raccolta differenziata comincia ad aumentare stabilmente dal terzo anno successivo al provvedimento, facendo registrare un incremento compreso tra i 12 e i 13 punti percentuali tra il quinto e il settimo anno. Parallelamente, si assiste a una riduzione della produzione annua di rifiuti pro capite, che cala di circa 50-60 chili, mentre la frazione indifferenziata diminuisce di circa 30 chili per abitante.

«Abbiamo voluto guardare non solo a quanto cresce la raccolta differenziata, ma anche a quanti e quali rifiuti vengono prodotti», spiega la professoressa Giulia Romano. «I risultati mostrano che, dopo alcuni anni, lo scioglimento e la riorganizzazione amministrativa si accompagnano a miglioramenti su tutti e tre gli aspetti studiati, cioè raccolta differenziata, produzione di rifiuti totali e indifferenziati. Ridurre i rifiuti significa infatti anche diminuire il materiale da trattare e smaltire e, di conseguenza, le occasioni di guadagno in un settore che può attirare gli interessi della criminalità organizzata».

 



 

massimo.corsini