Su Punto Radio l'intervista a Neda. "Siamo andati via dall’Iran, ma l’Iran non se n’è mai andato da noi"

Cronaca
PISA e Provincia
Lunedì, 26 Gennaio 2026

Comunità iraniana in mobilitazione. A Bruxelles la richiesta di inserire i Pasdaran tra le organizzazioni terroristiche alla vigilia del voto del Parlamento europeo del 29 gennaio

Alla vigilia di una votazione ritenuta cruciale dal movimento iraniano in esilio, la comunità iraniana si è mobilitata a livello europeo.

Lunedì 26 gennaio, per Punto Radio Cascina Notizie, Carlo Palotti ha intervistato Neda, nome di fantasia di un membro della comunità iraniana di Pisa, sui motivi della manifestazione e sulle speranze del movimento.

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Al centro dell’iniziativa di Bruxelles (in basso una foto della manifestazione del 17 gennaio a Pisa), la richiesta rivolta al Parlamento europeo di inserire il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, i Pasdaran, nella lista delle organizzazioni terroristiche. Una decisione che l’Europarlamento è chiamato a votare giovedì 29 gennaio e che, secondo gli attivisti, avrebbe conseguenze rilevanti sul piano politico e operativo.

"Da tempo chiediamo che i Pasdaran siano riconosciuti come gruppo terroristico", ha spiegato Neda durante l’intervista, sottolineando come una simile classificazione contribuirebbe a limitarne le attività. La presenza a Bruxelles di delegazioni provenienti anche dall’Italia è stata motivata, ha aggiunto, dall’esigenza di dare voce a chi in Iran non può comunicare liberamente, in un contesto di forte repressione.

Neda ha ripercorso anche la propria storia personale. Arrivata in Italia circa trent’anni fa, all’età di 19 anni, ha lasciato l’Iran alla fine della guerra con l’Iraq per proseguire gli studi e, soprattutto, per sottrarsi a un clima politico e sociale che la sua famiglia riteneva insostenibile. Da allora vive a Pisa, dove ha costruito la propria vita, pur mantenendo un legame profondo con il Paese d’origine.

L’intervista ha affrontato anche il tema delle speranze di cambiamento per l’Iran. Secondo Neda, la comunità iraniana non ha mai abbandonato l’idea di un futuro diverso, pur attraversando fasi di disillusione. Nel suo intervento ha ricordato Neda Agha-Soltan, la giovane donna uccisa nel 2009 durante le proteste seguite alle contestate elezioni, dalla quale ha simbolicamente preso il nome.

"Abbiamo creduto anche nelle riforme, ma oggi molti ritengono che quella strada non sia più percorribile", ha affermato, osservando come la richiesta di un cambiamento più radicale sia ormai diffusa.

Un passaggio centrale è stato dedicato al ruolo delle donne e delle giovani generazioni. Neda ha evidenziato come proprio le donne siano state tra le più colpite dalle restrizioni e dalle violazioni dei diritti negli ultimi anni, ma anche come siano oggi in prima linea nelle proteste, richiamando il movimento Donna, vita, libertà”.

"Sono loro che stanno pagando il prezzo più alto e che, allo stesso tempo, stanno determinando il futuro dell’Iran", ha detto, esprimendo riconoscenza verso chi continua a manifestare nonostante i rischi.

Infine, sollecitata su un possibile ritorno in Iran in caso di cambiamento politico, Neda ha parlato di una ferita ancora aperta, ma anche di un desiderio condiviso da molti iraniani all’estero. Pur avendo ormai la propria famiglia in Italia, ha ricordato i parenti rimasti in Iran e il valore simbolico e personale di un ritorno in un Paese libero.

"Siamo andati via dall’Iran, ma l’Iran non se n’è mai andato da noi", ha concluso, riassumendo il sentimento di un popolo in esilio che continua a guardare al futuro del proprio Paese.

 

 

 


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redazione.cascinanotizie