Takeda Pisa, confronto aggiornato al 6 agosto

Economia
PISA e Provincia
Giovedì, 23 Luglio 2026

Sospesa la disdetta dei 67 contratti in somministrazione. Atteso il piano industriale, mentre si valuta il ricorso a un ammortizzatore sociale

Proseguirà il 6 agosto il tavolo regionale sul futuro dello stabilimento Takeda di Pisa.

In attesa del nuovo incontro, l’azienda ha sospeso la disdetta dei 67 contratti in somministrazione e si è impegnata a presentare un piano industriale, che dovrebbe prevedere investimenti superiori a 30 milioni di euro.

Per i 177 dipendenti diretti non sono annunciati esuberi, ma un percorso di ricollocazione interno al sito.

Regione, azienda e sindacati stanno inoltre valutando l’impiego di un ammortizzatore sociale per accompagnare la riorganizzazione.

 

Ha scritto la Regione Toscana.

Il confronto con Takeda continuerà il 6 agosto, con l’obiettivo di fugare ogni dubbio sul futuro dell’insediamento produttivo a Pisa della multinazionale giapponese del biofarmaco e al tempo stesso trovare una soluzione per  la disdetta dei sessantasette contratti di somministrazione annunciati dall’azienda (da ieri sospesa) che hanno dato il via, nelle scorse settimane, ad una mobilitazione e poi all’apertura di un tavolo regionale. In supporto potrebbe arrivare anche un ammortizzatore sociale, su cui sono in corso approfondimenti tecnici.

“Viste le aperture reciproche che azienda e sindacati si sono scambiate, confidiamo che con la buona volontà di tutti si possa trovare una soluzione sostenibile e nell’interesse di tutti” commenta Valerio Fabiani, consigliere del presidente Giani per le crisi aziendali. “Siamo ancora in una fase interlocutoria – spiega -. Fino alla prossima riunione ogni decisione dell’azienda è stata comunque sospesa”. 

Occorre chiarire la natura della riorganizzazione annunciata dalla multinazionale, che conta 50 mila dipendenti in tutto il mondo, e che ieri ha offerto delle prime rassicurazioni sul futuro dello stabilimento di Pisa che sarebbe interessato nei prossimi anni da un investimento di oltre 30 milioni di euro. Per questa ragione l’azienda, su richiesta della Regione Toscana, si è impegnata a illustrare un concreto piano industriale nella prossima riunione del tavolo istituzionale prevista per il 6 agosto.

Quella di ieri a palazzo Strozzi Sacrati a Firenze è stata una discussione lunga ed approfondita: oltre a sindacati ed azienda (non solo Takeda ma anche Adecco, che è la società gestisce i contratti di somministrazione) erano presenti  la Regione e il Comune di Pisa.  Si è parlato della riorganizzazione annunciata e quanto agli effetti sugli addetti interni, che nello stabilimento pisano sono 177, l’azienda ha confermato che nessuno perderà il lavoro ma sarà interessato da un processo di ricollocazione nel sito.

Per accompagnare l’azienda e i suoi dipendenti diretti in questo processo e contemporaneamente conquistare un tempo più lungo e prezioso per trovare soluzioni adeguate a beneficio dei lavoratori somministrati, la Regione si è resa disponibile a sostenere, anche tecnicamente, l’azienda nella ricerca dell’ammortizzatore sociale idoneo fra tutti quelli disponibili.

“Da questo punto di vista, la riunione del tavolo regionale ha compiuto un primo passo in avanti – evidenzia Fabiani - con una significativa apertura dell’azienda ad un possibile ricorso ad uno degli ammortizzatori sociali virtuosi, cioè finalizzati non a gestire una crisi, che in questo caso non c'è, ma appunto a sostenere una riorganizzazione complessiva dell’azienda. Sarà nostra cura assistere l’azienda nella verifica tecnica di questi strumenti”.

 

Ha scritto Antonio Mazzeo, consigliere e vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana.

«La sospensione della disdetta dei contratti di somministrazione dei 67 lavoratori dello stabilimento Takeda di Pisa è un primo risultato importante. È il frutto della mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, dell’impegno delle organizzazioni sindacali e dell’apertura del tavolo istituzionale da parte della Regione Toscana».

Lo dichiara Antonio Mazzeo, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, dopo il nuovo confronto sulla vertenza dello stabilimento farmaceutico pisano.

«È stato evitato che decine di persone perdessero immediatamente il proprio posto di lavoro, ma la vertenza non è ancora conclusa. Adesso bisogna utilizzare il tempo guadagnato per costruire una soluzione stabile che tuteli tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, compresi coloro che, pur formalmente assunti attraverso la somministrazione, lavorano da anni nello stabilimento e sono parte integrante della sua organizzazione produttiva».

«Il prossimo incontro del 6 agosto dovrà rappresentare un passaggio decisivo. Ci aspettiamo da Takeda risposte concrete sia sulla salvaguardia dei 67 posti di lavoro sia sulle prospettive produttive e occupazionali dello stabilimento di Pisa. Un sito strategico per il territorio e per l’intero comparto farmaceutico toscano non può essere progressivamente impoverito attraverso delocalizzazioni e riduzioni dell’occupazione».

«La Regione Toscana continuerà a seguire la vertenza e a mettere in campo tutti gli strumenti disponibili. L’obiettivo deve essere chiaro: nessun lavoratore deve essere lasciato indietro e lo stabilimento pisano deve avere un futuro industriale solido».

 

 

 


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redazione.cascinanotizie