"Tangenziale Nord Est, uno spreco di risorse pubbliche"

Politica
PISA e Provincia
Giovedì, 26 Marzo 2026

E' l'opinione di "Una Città in Comune" a seguito delle dichiarazioni del Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani e del Presidente della Provincia di Pisa, Massimiliano Angori, sulla necessità di reperire 166 milioni di euro

Questo il comunicato stampa

Tangenziale Nord est: un pozzo senza fondo. Abbandonare questa grande opera distruttiva e realizzare il Parco Agricolo della Piana
 
La Tangenziale Nord Est, la grande opera sostenuta in maniera bipartisan dal centrodestra e dal centrosinistra, si conferma un vero e proprio pozzo senza fondo.
Per completare questa infrastruttura fuori dal tempo e dalla storia, come denunciamo da anni insieme con le associazioni ambientaliste, servirebbero, infatti, altri 166 milioni di euro per completarla, che si andrebbero ad aggiungere ai 34 milioni di euro già sperperati per il primo lotto.
A fronte di questo aumento costante dei costi, troviamo scandalose le dichiarazioni degli esponenti del centrosinistra, dal Presidente della Regione Giani al Presidente della Provincia Angori, la cui unica preoccupazione è la "caccia alle risorse pubbliche" alla faccia della propaganda di tutti questi anni che era tutto sotto pronto e sotto controllo. Ma le risorse pubbliche sono sempre quelle, e per finanziare queste grandi opere è necessario tagliare altrove. Per fare un esempio: 30 milioni sono proprio la cifra che manca oggi al bilancio regionale della sanità Toscana.
La realtà che si prova a mascherare ancora una volta è che Tangenziale è un progetto vecchio e costoso, basato su un concetto di mobilità non più sostenibile, perché negli anni trascorsi dalla sua prima progettazione il quadro delle necessità di interventi sulla mobilità è drasticamente cambiato: i rapporti dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC)  sul cambiamento climatico,
i dati sul consumo di suolo e sulla drastica perdita di biodiversità, sulla perdita di suolo permeabile, sull’inquinamento da traffico, e sui danni irreversibili che questi provocano alla salute umana e all’ambiente sono sul tavolo di tutti i nostri amministratori, ma questi fanno finta di non vederli, nonostante le dichiarazioni di maniera. Ma neanche le guerre ormai sempre più frequenti che espongono le nostre economie, e la cittadinanza a insicurezza energetica e al drammatico aumento dei prezzi, inducono cautela in chi dovrebbe piuttosto pensare a come uscire dalla dipendenza dal petrolio.
 
Questa infrastruttura genererà più traffico, e quindi più inquinamento, come succede sempre quando si costruiscono nuove strade, consumerà suolo e distruggerà irrimediabilmente la piana agricola a Nord di Pisa, non offrendo nessuna alternativa all’uso delle auto private per chi dovrà entrare in città.
 
Abbiamo tutte e tutti bisogno di spostarci rapidamente, abbiamo bisogno che le nostre città siano liberate dal traffico automobilistico, dal rumore e dall’inquinamento, ma c’è un solo modo per farlo in modo risolutivo e che salvaguardi il nostro pianeta per noi stessi e per le generazioni future: disincentivare il traffico automobilistico offrendo reali alternative di mobilità pubblica e condivisa, veloce, efficace e poco costosa.
Alla luce di tutto questo è sempre più evidente come l’unica scelta sensata sia quella di fermarsi e bloccare uno spreco di centinaia di milioni di euro pubblici che lievitano di anno in anno.  Risorse che potrebbero essere spese per realizzare un sistema dei trasporti pubblici sostenibile e accessibile a tutti e tutte, un recupero delle aree periurbane che punti sull’agricoltura biologica e di qualità, una ricucitura del territorio che permetta ai sistemi naturali di rimanere vivi e attraenti per il turismo, anche in connessione al patrimonio storico e artistico, a partire dall’Acquedotto Mediceo.
E’ questa la nostra idea di Parco Agricolo della Piana per dare, anche alla luce del Distretto Rurale di recente costituzione, una nuova vitalità alla pianura agricola tra Pisa e il Monte Pisano, che rappresenta il cuore geografico e territoriale della cosiddetta Area Pisana ma che troppo spesso è considerata come terreno da sfruttare. Ciò rilancerebbe il nostro territorio attraverso le produzioni agricole di qualità, il turismo agricolo ambientale, il turismo dei beni culturali, le opere necessarie a mettere in sicurezza il territorio.
Centrodestra e centrosinistra continuano a parlare di “opera strategica”, ma per noi rimane un intervento dannoso e sbagliato da abbandonare subito.

 

 
Una città in comune

 

redazione.cascinanotizie