Tari, anche a Cascina la tariffazione puntuale del rifiuto indifferenziato?
L'assessore Bosco (M5S) punta ad una tassa più equa e alla revisione del modello gestionale
Intervento dell’assessore Fausto Bosco sul sistema di gestione integrata dei rifiuti e sulla necessità di rendere la Tari, la tassa sui rifiuti, più sostenibile.
Al centro della riflessione, la revisione del modello organizzativo di Retiambiente, il tema degli impianti di chiusura del ciclo e l’introduzione di una tariffazione basata sul principio “paga per quanto produci”.
Ha scritto Fausto Bosco, assessore M5S Cascina.
Contenimento della tariffa: Una TARI maggiormente sostenibile e giusta.
Desidero spendere due parole per ciò che riguarda il sistema di gestione integrata dei rifiuti.
Partiamo da un dato di fatto: il modello delle Sol (Società Operative Locali) è economicamente e gestionalmente sbagliato perché esso non è in grado di valorizzare il potenziale industriale di Retiambiente, all'interno di una logica di gestore unico, sfruttando quindi le possibili integrazioni impiantistiche e finanziarie in un’ottica improntata all’innovazione e in grado di fare investimenti sui territori e quindi favorire un abbassamento della tariffa.
Oggi la presenza di ben 11 Società Operative Locali che si occupano prevalentemente di raccolta e spazzamento all’interno del Gestore Unico Retiambiente rappresenta un modello arretrato e disfunzionale.
Il punto maggiormente critico è rappresentato dagli impianti di chiusura del ciclo: con la chiusura dell’inceneritore di Livorno l’ATO Toscana Costa risulta attualmente privo di impianti di recupero energetico, rendendo necessaria una riflessione che fornisca risposte immediate in attesa di ottimizzare tutte quelle strategie che permettano di avvicinarci il più possibile al “rifiuti zero”.
Come Movimento Cinque Stelle abbiamo sempre sostenuto la necessità di passare dalla tassa basata su superficie e numero componenti a una tariffa corrispettiva che calcola il rifiuto secco indifferenziato effettivamente prodotto, il principio di "paga per quello che butti".
Una maggiore opera di sensibilizzazione attraverso una vera e propria "cultura del riciclo" è alla base di una efficiente raccolta differenziata che si traduce in abbattimenti tariffari nel medio periodo.
Ritengo che il Comune di Cascina debba essere un protagonista attivo nella definizione delle strategie che riguardano il futuro dei servizi pubblici locali, facendo valere la sua posizione nelle assemblee dei soci in maniera costruttiva e propositiva, facendosi promotore di un nuovo paradigma per ciò che concerne il ciclo dei rifiuti, proponendo un confronto serio per migliorare tutta la filiera, sviluppando un’industria del riciclo e recupero ed arrivare quindi alla riduzione significativa della dipendenza che il nostro modello ha sul conferimento in discarica.

