Tavolo operativo a San Giuliano Terme: “Mettere in sicurezza il bacino del fiume Morto”

Cronaca
San Giuliano Terme
Lunedì, 19 Gennaio 2026

Allagamenti di novembre, il sindaco Cecchelli chiede il coinvolgimento di Regione e Genio Civile. Via a un piano straordinario di pulizia delle caditoie

Avviare un percorso concreto per la messa in sicurezza del bacino del fiume Morto, alla luce degli eventi meteorologici sempre più intensi e degli allagamenti che hanno colpito il territorio a fine novembre. È questo l’obiettivo della prima riunione operativa che si è svolta venerdì scorso nel palazzo comunale di San Giuliano Terme, convocata dall’amministrazione dopo l’emergenza che ha interessato diverse frazioni.

A tracciare la linea è stato il sindaco Matteo Cecchelli, che ha sottolineato la necessità di un’azione strutturata e condivisa: «È necessario avviare quanto prima un percorso per la messa in sicurezza del fiume Morto e del suo bacino, anche alla luce dei cambiamenti climatici in atto, affinché non si ripeta quanto accaduto a fine novembre scorso». Una problematica che, come ricordato dallo stesso primo cittadino, coinvolge anche una parte significativa del territorio del Comune di Pisa, fino al quartiere di Porta a Lucca.

Tra lunedì 24 e martedì 25 novembre, in poche ore, il pluviometro di Metato registrò quasi 110 millimetri di pioggia, provocando allagamenti nei centri abitati di Metato, Ghezzano, San Martino a Ulmiano e Sant’Andrea in Pescaiola, oltre a esondazioni di fossi e corsi d’acqua nelle aree agricole del Lungomonte, con danni anche a coltivazioni di particolare pregio.

Proprio per evitare il ripetersi di situazioni simili, Cecchelli ha invitato al tavolo Maurizio Ventavoli, presidente del Consorzio Basso Val d’Arno, responsabile della manutenzione ordinaria di gran parte del bacino del fiume Morto, Marco Pacini, presidente provinciale di Coldiretti, alcuni agricoltori colpiti dagli allagamenti, il consigliere regionale Matteo Trapani e rappresentanti del Consiglio comunale.

La messa in sicurezza dell’intero bacino resta l’obiettivo di medio periodo, ma considerato fondamentale. «Per questo – ha spiegato Cecchelli – sarà necessario il coinvolgimento degli enti competenti, ossia Regione e Genio Civile, che contiamo di chiamare al tavolo nelle prossime settimane». In quest’ottica si inserisce il sostegno del consigliere regionale Trapani: «Mi farò carico di portare le istanze del territorio sui tavoli dell’amministrazione regionale, convinto che verranno accolte».

Nel frattempo, però, partiranno interventi immediati di competenza comunale. «A breve – ha annunciato il sindaco – prenderà il via un piano straordinario di pulizia delle caditoie nei centri abitati che hanno dovuto fare i conti con gli allagamenti».

Con l’arrivo della bella stagione si aggiungeranno anche gli interventi del Consorzio Basso Val d’Arno. «Per mandato istituzionale ci occupiamo di manutenzioni ordinarie, mentre quelle straordinarie sono di competenza del Genio Civile – ha spiegato Ventavoli – ma con l’inizio della Primavera avvieremo un’analisi approfondita del reticolo secondario del fiume Morto, che riguarderà anche la qualità dei terreni. A seguire, predisporremo un programma di manutenzioni basato sui risultati delle analisi».

Chiama in causa con decisione il tema del cambiamento climatico il presidente provinciale di Coldiretti, Marco Pacini: «Con piogge così intense e violente il reticolo idrico non regge e le esondazioni diventano inevitabili. È necessario intervenire con il dragaggio del fiume e dei fossi circostanti».

Un primo passo, dunque, verso una strategia condivisa di prevenzione e sicurezza idraulica, che punta a trasformare l’emergenza di novembre in un’occasione di pianificazione e intervento strutturale sul territorio.


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massimo.corsini