Territorio sotto attacco. Treggiaia si mobilita nuovamente contro l'antenna 5G
Al centro della protesta il progetto per un impianto di circa 40 metri d'altezza: rischi idrogeologici, impatto paesaggistico e possibili effetti sulla salute
Di Giulia Giuffrida
Ancora polemiche per la prossima installazione di una nuova antenna 5G. A lanciare l'allarme sono i cittadini di Treggiaia, nel comune di Pontedera, già chiamati a difendere il proprio territorio non meno di un anno fa e ora tornati al centro di una battaglia che unisce ambiente, sicurezza e tutela del territorio.
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L'impianto, ancora una volta, sorgerà nei pressi del Santuraio della Madonna di Ripaia, su un terreno privato in posizione dominante rispetto all'abitato. Una collocazione che, a parere dei residenti, rischia di compromettere in modo irreversibile l'equilibrio paesaggistico e culturale dell'area.
I timori della comunità sono molteplici, principalmente di tipo idrogeologico: "L’area scelta - scrivono i residenti - presenta una pericolosità geomorfologica medio elevata (secondo il Piano Strutturale Intercomunale). L’installazione di una struttura di tale portata mette a rischio la stabilità del versante e l'incolumità delle case e della strada adiacenti".
Altre preoccupazioni, invece, coinvolgono l'impatto paesaggistico: "L’opera - proseguono - altera irreversibilmente lo skyline di un territorio che dovrebbe essere tutelato come patrimonio collettivo, e non sacrificato a logiche di profitto dei grandi gestori telefonici".
E, infine, le titubanze sulla salute pubblica: "La vicinanza estrema alle finestre delle civili abitazioni - sottolinenano i residenti - viola il principio di minimizzazione dell'esposizione ai campi elettromagnetici, sancito dalla Legge Quadro 36/2001".
Inoltre, secondo i cittadini, la nuova infrastruttura non sarebbe indispensabile per via della preesistenza di un impianto di telecomunicazioni. Questo, oltretutto, garantirebbe copertura non solo a Treggiaia, ma anche nelle zone limitrofe come San Gervasi, Montecastello e Forcoli.
"L'installazione di un nuovo impianto Inwit - concludono i residenti - configurerebbe, pertanto, una duplicazione non necessaria di infrastrutture impattanti, in palese contrasto con il principio di "co-siting" (condivisione dei siti) e di minimizzazione del consumo di suolo e dell'impatto paesaggistico previsti dalla normativa vigente".
Tra le proposte messe sul tavolo dalla popolazione in protesta, l'individuazione di una nuova collocazione per l'impianto, lontana da abitazioni e aree sensibili.
Nelle foto pubblicate i rendering dell'ipotetico impatto paesaggistico della nuova antenna.



