Vecchiano, dal mare alle frazioni: «La comunità è la nostra vera ricchezza»

Cronaca
Vecchiano
Giovedì, 3 Settembre 2026

 

Il sindaco Massimiliano Angori ospite de “Il Punto sui Comuni” a Punto Radio: la tutela di Marina di Vecchiano, il progetto “Mardive”, il Carnevale estivo e il ruolo dell’associazionismo. «Facciamo dei nostri paesi veri presidi di socialità»

 

Mare, ambiente, agricoltura, storia. Pochi Comuni della provincia di Pisa riescono a racchiudere, in uno spazio relativamente ristretto, realtà così diverse. Ma per Massimiliano Angori, sindaco di Vecchiano, esiste un elemento capace di tenerle insieme: il senso di comunità che ancora caratterizza il capoluogo e le frazioni.

È questo uno dei temi principali emersi nella puntata de “Il Punto sui Comuni”, la rubrica curata dal giornalista Michele Del Ben all'interno di Mezzogiorno in Punto su Punto Radio. Un viaggio in un territorio nel quale la stagione estiva porta migliaia di visitatori, ma rappresenta anche un'occasione per riscoprire tradizioni e socialità. 

L'Estate Vecchianese nasce proprio con questa filosofia. Accanto agli appuntamenti culturali, musicali e di intrattenimento, l'obiettivo dell'amministrazione è coinvolgere il tessuto sociale e valorizzare il lavoro delle associazioni locali.

Un esempio è il Carnevale estivo vecchianese, versione notturna della tradizionale manifestazione invernale. I carri e i grandi mascheroni di cartapesta tornano così a girare intorno a piazza Garibaldi, accompagnati da adulti e bambini in maschera.

Per Angori, però, dietro la festa c'è qualcosa di più importante: la conservazione di quella manualità e di quel patrimonio di conoscenze che consentono ancora oggi di costruire carri e maschere e, soprattutto, di riunire tante persone intorno a un progetto comune

Se le frazioni rappresentano il cuore sociale del Comune, Marina di Vecchiano ne è inevitabilmente una delle principali risorse ambientali e turistiche. Una ricchezza che comporta però anche una grande responsabilità.

L'arenile si trova infatti all'interno di un ecosistema particolarmente delicato e la sfida è riuscire a conciliare la forte frequentazione estiva con la tutela dell'ambiente. Secondo Angori, negli ultimi anni è cresciuta la sensibilità dei frequentatori, grazie anche all'attività delle associazioni ambientaliste e del volontariato.

Una convivenza tra uomo e natura resa ancora più evidente dalla presenza di specie protette. Il sindaco ha ricordato la nidificazione del fratino, piccolo uccello che sceglie proprio gli arenili per riprodursi, e quella, registrata anche lo scorso anno, della tartaruga Caretta caretta

E proprio Marina di Vecchiano è al centro anche di un'operazione decisamente più leggera e curiosa: il marchio “Mardive”, gioco di parole tra mare, Marina di Vecchiano e le ben più esotiche Maldive.

L'idea, nata dall'assessora all'ambiente Mina Canarini, ha suscitato interesse e l'amministrazione sta procedendo alla registrazione del marchio. L'intenzione è quella di utilizzarlo anche attraverso materiale promozionale e merchandising, dopo un primo evento di lancio già organizzato. 

Ma è soprattutto nella parte conclusiva dell'intervista che Angori ha indicato ciò che vorrebbe rimanesse dell'estate vecchianese, andando ben oltre eventi e presenze turistiche.

In un periodo che il sindaco vede caratterizzato da una crescente conflittualità, anche nei rapporti quotidiani e tra i giovani, la risposta può arrivare proprio dalla riscoperta degli spazi comuni, dal dialogo e dalla capacità di stare insieme.

Far vivere i paesi e le frazioni come veri “presidi di socialità” significa creare occasioni nelle quali residenti e visitatori possano incontrarsi, confrontarsi e riscoprire il valore della collaborazione. Senza cancellare le differenze e le diverse opinioni, ma imparando a considerarle una ricchezza anziché un motivo di contrapposizione. 

È forse questa l'immagine più interessante della Vecchiano raccontata dal suo sindaco: un territorio che deve proteggere una straordinaria ricchezza ambientale, ma contemporaneamente custodire un patrimonio altrettanto fragile, quello delle relazioni tra le persone.

Dal mare alle frazioni, dai carri di cartapesta alla tutela delle tartarughe, fino all'ironica provocazione delle “Mardive”, il filo conduttore resta così lo stesso: vivere il territorio senza consumarlo e vivere la comunità senza perdere il piacere di stare insieme.

 

 



 

luca.barboni