Vertenza Dumarey, l'azienda respinge la proposta del Ministero: prosegue la mobilitazione sindacale

Cronaca
PISA e Provincia
Giovedì, 30 Luglio 2026

Fim-Cisl e Fiom-Cgil annunciano il rifiuto dell'azienda alla richiesta di sospendere i licenziamenti per aprire un confronto a settembre. I sindacati confermano scioperi e iniziative di protesta. Lenzi, Zambito, Mazzeo e Ghimenti chiedono il ritiro dei provvedimenti, la riapertura del confronto con istituzioni e sindacati e la tutela dell'occupazione

Si complica ulteriormente la vertenza Dumarey. Secondo quanto riferito da Fim-Cisl e Fiom-Cgil nazionali, l'azienda ha respinto la proposta del Ministero delle Imprese e del Made in Italy di sospendere la procedura di licenziamento per consentire l'avvio di un confronto sul futuro dello stabilimento.

Una decisione che, secondo i sindacati, chiude la strada al negoziato e porta alla prosecuzione delle mobilitazioni già avviate.

Hanno detto Fim-Cisl e Fiom-Cgil nazionali in una nota:

"Al ministero va riconosciuto il merito di aver provato fino alla fine a trovare una soluzione, che evitasse i licenziamenti, prospettando anche un sostegno concreto mediante gli strumenti di cui dispone per sostenere l'azienda nel percorso di uscita dal momento di difficoltà- spiegano le due sigle sindacali- ma neanche questo è bastato per Dumarey che si è dimostrata sorda anche alle richieste dei rappresentanti di uno Stato da cui in questi anni ha attinto risorse pubbliche consistenti".

"Abbiamo provato, come sempre accade in queste situazioni, ad avviare un percorso negoziale- ricordano le organizzazioni- ma a questo punto, dinanzi all'arroganza di Dumary non ci resta che la strada del conflitto. Già da questa mattina sono partiti gli scioperi e le mobilitazioni continueranno nelle prossime settimane".

Concludono Fim-Cisl e Fiom-Cgil nazionali: "Accettare oggi che vengano licenziati 35 lavoratori, che sono in azienda da svariati anni, tutelati tra l'altro da un accoro firmato presso la Regione Toscana e tradito dall'azienda, significa mettere in discussione anche il futuro stesso del sito". 

 


LE REAZIONI SINDACALI

Hanno scritto Fim Cisl e Fiom Cgil.

"Apprendiamo con non poco sgomento la notizia giunta questa mattina del rifiuto categorico da parte di Dumarey di accogliere la proposta avanzata dal Ministero durante l’ultimo incontro tenutosi il 27 luglio scorso. La proposta prevedeva di sospendere i licenziamenti per poter, a partire già dal mese di settembre, avviare un confronto con il nuovo amministratore delegato si discutesse anche delle prospettive industriali della Dumarey e quindi del futuro piano industriale", affermano in un comunicato congiunto FIM-CISL e FIOM-CGIL. 

"Al Ministero va riconosciuto il merito di aver provato fino alla fine a trovare una soluzione, che evitasse i licenziamenti, prospettando anche un sostegno concreto mediante gli strumenti di cui dispone per sostenere l’azienda nel percorso di uscita dal momento di difficoltà. Ma neanche questo è bastato per Dumarey che si è dimostrata sorda anche alle richieste dei rappresentanti di uno Stato da cui in questi anni ha attinto risorse pubbliche consistenti. Come organizzazioni sindacali, abbiamo accettato di avviare il percorso che ci era stato proposto proprio perché riteniamo che agendo in maniera congiunta, istituzioni sindacato e azienda, e senza pregiudizi di sorta, si sarebbero scongiurati i licenziamenti e si sarebbe avviato un percorso che avrebbe permesso di costruire un futuro solido per il sito pisano. Abbiamo provato, come sempre accade in queste situazioni, ad avviare un percorso negoziale. Ma a questo punto, dinanzi all’arroganza di Dumary non ci resta che la strada del conflitto. Già da questa mattina sono partiti gli scioperi e le mobilitazioni continueranno nelle prossime settimane. Accettare oggi che vengano licenziati 35 lavoratori, che sono in azienda da svariati anni, tutelati tra l’altro da un accoro firmato presso la Regione Toscana e tradito dall’azienda, significa mettere in discussione anche il futuro stesso del sito. Abbiamo la necessità di discutere di un piano industriale che prevede necessariamente il mantenimento dei livelli occupazionali e che dia prospettive solide per il futuro", conclude la nota congiunta.

"Questo imprenditore sta trattando i dipendenti come semplici numeri - afferma Yari Auli Casucci segretario provinciale FIM-CISL. Quanto accaduto in questi giorni ne è la dimostrazione. Ancora più preoccupante è il fatto che non sembri esserci alcun interesse per il futuro degli stabilimenti di Pisa e Fauglia da parte della proprietà". "Siamo molto preoccupati, perché una decisione così unilaterale ci fa temere per il futuro delle fabbriche e dei lavoratori. Per questo motivo, ieri giovedì 30 luglio abbiamo fatto un nuovo presidio davanti agli stabilimenti di Fauglia e San Piero a Grado, domani venerdì 31 luglio alle ore 9 ci sarà un corteo con partenza da Comune di Pisa e arrivo in Prefettura, per chiedere risposte e tutelare il futuro dell'occupazione. Come FIM-CISL siamo particolarmente preoccupati della situazione che si sta venendo a creare", conclude Yari Auli Casucci.

 

Hanno scritto Daniele Calosi (segretario generale Fiom Cgil Toscana) e Angelo Capone (segretario generale Fiom Cgil Pisa).

“La scelta di Dumarey è un atto di arroganza e di prepotenza nei confronti dei lavoratori, delle istituzioni e del territorio. Parliamo di un’azienda che in questi anni ha beneficiato di importanti risorse pubbliche, anche per lo sviluppo di progetti innovativi, e che oggi restituisce a un territorio soltanto licenziamenti e chiusura a qualsiasi confronto.

La richiesta avanzata dal Ministero era di semplice buon senso: sospendere i licenziamenti, rispettare gli impegni già assunti in Regione Toscana e aprire a settembre un confronto sul piano industriale e sul futuro dello stabilimento. Una proposta responsabile, accolta dalle organizzazioni sindacali, ma respinta senza alcuna disponibilità dall’azienda.

La disdetta dei contratti dei lavoratori in staff leasing significa non solo colpire 35 persone e le loro famiglie, ma alimentare il timore che questo sia il preludio a una crisi ben più ampia. Il settore dell’automotive sta attraversando una fase estremamente delicata e temiamo che questa scelta possa rappresentare il primo passo verso una pesante ristrutturazione del sito toscano. Sarebbe un colpo durissimo per un territorio in cui lo stabilimento di Fauglia rappresenta un presidio industriale strategico e occupa oltre 800 lavoratrici e lavoratori.

Per questo la mobilitazione continuerà: non lasceremo soli i lavoratori e continueremo a chiedere il rispetto degli accordi sottoscritti, un vero piano industriale e garanzie occupazionali per il futuro dello stabilimento e dell’intero comparto”

 

Hanno scritto Cgil e Fiom Cgil Pisa.

Dopo il rifiuto da parte di Dumarey di accogliere la proposta avanzata dal Ministero per sospendere i licenziamenti e aprire un confronto sul futuro industriale dello stabilimento, da questa mattina è in corso uno sciopero con presidio davanti ai cancelli dell'azienda di Fauglia.

Per CGIL e FIOM Pisa la scelta dell'azienda è gravissima: viene respinta una soluzione che avrebbe consentito di evitare i licenziamenti e di discutere seriamente del piano industriale e del futuro del sito produttivo. Di fronte a questa chiusura non resta che la mobilitazione a difesa dell'occupazione e del futuro dello stabilimento.

Alle ore 12:30 davanti ai cancelli dell'azienda, si terrà una conferenza stampa di CGIL e FIOM Pisa per fare il punto sulla situazione, illustrare le ragioni della mobilitazione e le prossime iniziative di lotta.

 


LE REAZIONI DELLA POLITICA

Ha scritto Alberto Lenzi, assessore regionale al lavoro e formazione.

“Piena solidarietà mia personale e della Regione Toscana ai lavoratori, vittime di un atteggiamento dei vertici aziendali sordo e irresponsabile”. Si apre così la dichiarazione dell’assessore al lavoro e alla formazione Alberto Lenzi riguardo agli sviluppi della vertenza Dumarey Flowmotion Technologies di Fauglia (Pi), stabilimento del gruppo belga attivo nel settore dell’automotive, in particolare nella produzione dei sistemi di propulsione per motori a benzina e a diesel.

Ieri la società aveva comunicato il proprio rifiuto alla proposta avanzata lunedì scorso dal Ministero e sindacati nell’ultima seduta del tavolo nazionale al Mimit a Roma, di sospendere i licenziamenti annunciati e di ritrovarsi a settembre per riprendere la discussione sui livelli occupazionali dietro la presentazione di un piano industriale.

Di fronte al no di Dumarey, i lavoratori hanno proclamato lo sciopero per la giornata odierna e hanno annunciato, assieme alle rappresentanze sindacali, l’avvio di una fase di dura mobilitazione.

“Non si può scaricare la crisi dell’automotive sugli operai”, denuncia Lenzi che insiste sulla “irresponsabilità” della posizione di Dumarey, che “per giunta ha comunque potuto contare sulla piena collaborazione delle istituzionali nazionali e territoriali”.

In proposito l’assessore ricorda che “non solo l’azienda ha usufruito di risorse pubbliche, ma ad aprile aveva sottoscritto un accordo con la Regione per accompagnare l’uscita di 93 lavoratori in staff leasing”. Accordo quest’ultimo, che adesso, tuona Lenzi, “viene cinicamente tradito”.

“Chiediamo che l’azienda torni sui suoi passi e ritorni a confrontarsi per mantenere i livelli occupazionali e trovare una strada per un futuro solido. L’alternativa, è inutile essere ipocriti, è soltanto la chiusura che porterebbe elementi di desertificazione”, conclude l’assessore, che ribadisce “la disponibilità della Regione a ristabilire il dialogo tra le parti”.

 

Ha scritto Ylenia Zambito, senatrice del Partito Democratico.

«La decisione di Dumarey di respingere la proposta avanzata al tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy di congelare i 35 licenziamenti presso lo stabilimento di Pisa e Fauglia fino all'approvazione del nuovo piano industriale è gravissima e rappresenta un atto di totale chiusura nei confronti dei lavoratori e delle istituzioni». Lo dichiara la senatrice del Partito Democratico Ylenia Zambito, che lunedì scorso aveva accompagnato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali all'incontro presso il Mimit.

«Esprimo la mia piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori - prosegue la parlamentare - , che oggi hanno avviato un presidio permanente davanti all'azienda per difendere il proprio futuro occupazionale. Di fronte a una vertenza così delicata, era indispensabile un gesto di responsabilità da parte dell'azienda, che già aveva rotto unilateralmente l'accordo con la Regione Toscana per gli ammortizzatori sociali: il rifiuto di sospendere i licenziamenti in attesa del nuovo piano industriale compromette il confronto e alimenta ulteriormente tensioni e incertezze». 

Infine l'appello all'Esecutivo. «Chiediamo che il Governo continui a esercitare ogni iniziativa utile affinché si riaprano le condizioni per un confronto serio e per la salvaguardia dell'occupazione», conclude Zambito.

 

Sull'argomento è intervenuto anche Antonio Mazzeo, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana.

«Il rifiuto di Dumarey alla proposta avanzata dal Ministero è un atto di arroganza e di irresponsabilità sociale. L’azienda sta scegliendo deliberatamente lo scontro, scaricando sui lavoratori e sulle loro famiglie il prezzo delle proprie decisioni. È inaccettabile».

Lo dichiara Antonio Mazzeo, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, esprimendo pieno sostegno allo sciopero e alla mobilitazione avviata questa mattina nello stabilimento di Fauglia.

«Dumarey non può pensare di usare le persone come numeri da cancellare da un bilancio. Parliamo di 35 lavoratori, delle loro famiglie, della loro dignità e di professionalità costruite in anni di lavoro. Prima si sottoscrivono accordi con le istituzioni e con i sindacati, poi si pretende di stracciarli unilateralmente: questo modo di agire non è degno».

«I lavoratori fanno bene a mobilitarsi. Quando un’azienda chiude ogni spazio di confronto e rifiuta perfino una proposta istituzionale, lo sciopero e la lotta sindacale diventano l’unico strumento per farsi ascoltare. La loro battaglia è la battaglia di tutto il territorio».

«Dumarey ritiri immediatamente i provvedimenti del 31 luglio e torni al tavolo. Non chiediamo favori, ma il rispetto degli accordi, del lavoro e delle persone. Il Governo faccia fino in fondo la propria parte e non permetta che una multinazionale possa decidere impunemente di lasciare per strada 35 lavoratori. Siamo dalla loro parte. Senza ambiguità e senza arretrare di un centimetro».

 

Ha scritto Massimiliano Ghimenti, consigliere regionale AVS.

«L’atteggiamento dei vertici della Dumarey Flowmotion Technologies di Fauglia è il ritratto dell'arroganza padronale: rifiutare persino la proposta del Ministero delle Imprese di sospendere i licenziamenti per aprire un confronto sul piano industriale è un atto irresponsabile e di una gravità inaudita. ».

Così il consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale, Massimiliano Ghimenti, commenta gli ultimi drammatici sviluppi della vertenza che coinvolge lo stabilimento pisano dell'automotive.

«Non è tollerabile che multinazionali o grandi gruppi privati attingano a importanti risorse pubbliche e sottoscrivano accordi con le istituzioni territoriali – come quello siglato ad aprile in Regione – per poi tradirli cinicamente scaricando i costi della crisi di settore su 35 famiglie», incalza Ghimenti. «Tutelare la dignità di questi lavoratori e la tenuta industriale del territorio pisano significa lottare contro la desertificazione economica della nostra regione. Servono impegni vincolanti e un piano industriale serio, non strappi unilaterali. Dumarey ritiri immediatamente le procedure di licenziamento e si risieda al tavolo di negoziazione».

 

Ha scritto Enrico Bruni, consigliere comunale del Partito Democratico di Pisa.

La decisione comunicata questa mattina dall’amministratore delegato di Dumarey di procedere con 35 licenziamenti è gravissima e inaccettabile. Arriva nonostante gli scioperi, le mobilitazioni delle lavoratrici e dei lavoratori e il tentativo delle istituzioni di aprire un confronto vero sul futuro degli stabilimenti di Fauglia e San Piero a Grado.

Al tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Governo aveva proposto di congelare i primi licenziamenti annunciati fino all’insediamento del nuovo amministratore delegato e alla presentazione di un piano industriale credibile. L’azienda aveva preso qualche giorno per decidere. Oggi è arrivata la risposta peggiore: nessuna sospensione, nessun passo indietro e la volontà di scaricare ancora una volta il costo della crisi sulle persone che lavorano. 

Come Consiglio comunale di Pisa avevamo approvato all’unanimità la nostra mozione, affermando con una sola voce che il patrimonio industriale, le professionalità e centinaia di posti di lavoro del nostro territorio non possono essere sacrificati alle scelte unilaterali di un’azienda. 

Continueremo a stare al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, come abbiamo fatto nelle ultime settimane e negli ultimi mesi. Non è accettabile che un’impresa che ha operato sul nostro territorio, beneficiando anche di sostegni pubblici destinati alla ricerca e allo sviluppo, possa disimpegnarsi lasciando alle famiglie e alla comunità il conto delle proprie decisioni. 

Per questo ribadiamo e rilanciamo la richiesta di avviare il percorso per il riconoscimento del territorio pisano come area di crisi industriale complessa. Serve una risposta straordinaria, capace di difendere l’occupazione, attrarre nuovi investimenti e fermare la progressiva deindustrializzazione della provincia di Pisa.

 

 

 


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redazione.cascinanotizie