Incendio Delca Energy, prosegue il dibattito: la petizione per la chiusura del sito supera le 1280 firme

Politica
PISA e Provincia
Lunedì, 15 Giugno 2026

Fratelli d'Italia Cascina chiede chiarimenti sulle cause del rogo e sulle ricadute ambientali. Vicopisano del Cambiamento rilancia la proposta di delocalizzare l'impianto

C'è un asse a destra tra Vicopisano e Cascina, circa gli sviluppi dell'incendio della Delca Energy di Lugnano.

A una settimana dalla maxi-emergenza che ha colpito il sito di stoccaggio e lavorazione di rifiuti palstici, continuano gli interventi politici sul futuro dell'impianto e sulle conseguenze dell'accaduto.

Fratelli d'Italia, attraverso il vicepresidente del circolo di Cascina Aleks Kapllaj, sollecita maggiore trasparenza sulle cause del rogo, sulle misure di sicurezza adottate dall'azienda e sui possibili effetti per salute e ambiente.

Sul tema è intervenuto anche il gruppo consiliare Vicopisano del Cambiamento, presente alla manifestazione promossa dalla Uilm davanti al municipio la mattina di lunedì 15 giugno.

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Il consigliere Mario Palmieri ha ribadito la necessità di garantire sicurezza, tutela della salute e piena informazione ai cittadini.

Il gruppo consiliare vicarese ha inoltre rilanciato la raccolta firme per chiedere la chiusura e la delocalizzazione dell'attività.

La petizione online ha raggiunto, alla data di lunedì 15 giugno, 1.282 adesioni.

Secondo i promotori, l'eventuale trasferimento dell'impianto dovrebbe avvenire senza ripercussioni occupazionali per i lavoratori.

 


Ha scritto Aleks Kapllaj, reggente presidente del Circolo Fratelli d'Italia di Cascina.

«A distanza di sei giorni dal devastante incendio che ha colpito la Delca Energy di Vicopisano, continua a mancare un quadro realmente chiaro e rassicurante per i cittadini dei comuni interessati e, in particolare, per quelli di Cascina, che sono stati tra i più esposti agli effetti delle emissioni prodotte dal rogo.

Parliamo di un incendio che ha coinvolto un capannone di circa 5.000 metri quadrati e nel quale sono andate in fiamme circa 2.500 tonnellate di materiali destinati al recupero, prevalentemente plastici. 
Per giorni i cittadini hanno dovuto convivere con ordinanze precauzionali, finestre chiuse e forti preoccupazioni per le possibili conseguenze sulla salute e sull’ambiente.

Il nostro ringraziamento va ai Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile e a tutti gli operatori impegnati nell’emergenza. Ma ora è il momento delle risposte.

In questi giorni abbiamo assistito a dichiarazioni spesso contraddittorie da parte delle istituzioni regionali, che hanno finito per alimentare ulteriore confusione. I cittadini hanno diritto di sapere quali siano state le cause dell’incendio, se l’azienda fosse dotata di adeguati sistemi antincendio, se siano state rispettate tutte le normative di sicurezza e quali possano essere le conseguenze dell’esposizione ai fumi sviluppati dal rogo.

È doveroso inoltre chiarire se, dopo il precedente incendio avvenuto nello stesso sito nel 2020, siano stati effettuati tutti gli interventi necessari per prevenire il ripetersi di episodi simili e se il deposito fosse pienamente conforme alle normative vigenti.

Come Fratelli d’Italia, chiederemo ai nostri consiglieri comunali di pretendere risposte effettive, non artificiosi giri di parole che nulla spiegano sui rischi per la salute della nostra collettività. Non faremo allarmismo, ma non accetteremo nemmeno che una vicenda di questa portata venga liquidata con un semplice “va tutto bene”.

La salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente devono essere la priorità assoluta. La trasparenza non è una concessione delle istituzioni: è un diritto dei cittadini.»

 


Ha scritto Mario Palmieri, consigliere comunale di Vicopisano del Cambiamento.

Questa mattina, in occasione della manifestazione promossa dalla UILM davanti al Comune di Vicopisano, erano presenti il capogruppo di Vicopisano del Cambiamento Roberto Orsolini e il consigliere comunale Mario Palmieri.

«Come gruppo consiliare non possiamo che sostenere pienamente le richieste avanzate dalla UILM. La sicurezza dei lavoratori e la tutela della salute rappresentano temi sui quali non è possibile derogare e sui quali devono essere garantite la massima chiarezza, trasparenza e informazione», dichiara il consigliere comunale Mario Palmieri.

«Ribadiamo una posizione che il nostro gruppo porta avanti da molti anni. Fin dal 2010, pur avendo nel tempo assunto denominazioni diverse, ci siamo sempre battuti contro la presenza di questo stabilimento nella zona artigianale di Lugnano. Una posizione che oggi trova riscontro anche nelle preoccupazioni espresse dai lavoratori presenti alla manifestazione.»

«Coerentemente con quanto abbiamo sempre sostenuto, ci siamo fatti promotori di una raccolta firme pubblica per chiedere la chiusura dello stabilimento. Una petizione che, ad oggi, ha raccolto oltre 1.200 adesioni sulla piattaforma Change.org, a testimonianza di una preoccupazione diffusa tra i cittadini.»

«Siamo convinti che la chiusura dell'impianto non debba trasformarsi in un danno occupazionale per i lavoratori. Per questo chiediamo che venga avviato un percorso serio e concreto di delocalizzazione dell'attività in un'area più idonea, dove possa operare senza rappresentare un potenziale rischio per i dipendenti, per le aziende limitrofe e per la cittadinanza.»

«La salute, la sicurezza e il lavoro non devono essere messi in contrapposizione. Sono diritti che devono essere garantiti insieme. È questa la posizione che continueremo a sostenere nelle sedi istituzionali e sul territorio.»

 


Riporta il testo della raccolta firme proposta da Vicopisano del Cambiamento.

Firma anche tu questa petizione se ritieni che, alla luce del gravissimo incendio verificatosi in questi giorni a Lugnano di Vicopisano, l'attività di trattamento, riciclo e stoccaggio di materiali plastici svolta da Delca Energy e da aziende con attività analoghe non sia compatibile con il territorio vicarese e che, per questo, debba cessare definitivamente.

Con la stessa fermezza chiediamo che il territorio di Vicopisano non sia destinato a discariche (come l'ipotesi dell'area ex cava di Caprona), siti di smaltimento o conferimento, depositi o impianti di trattamento, recupero e gestione dei rifiuti incompatibili con la vocazione del territorio e con il diritto delle persone a vivere in un ambiente sano e sicuro.

Qua il link per firmare
https://c.org/DRnj7Zn9QP

 

 

 


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redazione.cascinanotizie