Massima attenzione sull'incendio della Delca Energy. Dopo l'emergenza, il territorio chiede chiarezza

Cronaca
Vicopisano
Venerdì, 12 Giugno 2026

A cinque giorni dall'inizio del rogo e dopo la ripresa delle fiamme nella serata di giovedì, cittadini e residenti chiedono informazioni puntuali sull'evoluzione della situazione, sulle verifiche in corso e sugli effetti per il territorio

Con il passare dei giorni dall'inizio dell'incendio che ha interessato la Delca Energy di Lugnano, nel comune di Vicopisano, scoppiato intorno alle 9.30 di lunerdì 8 giugno, l'attenzione del territorio si sta progressivamente spostando dalla gestione dell'emergenza immediata alla necessità di comprendere con maggiore precisione quanto accaduto e quali saranno le conseguenze nel medio e lungo periodo.

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Nelle ultime ore, inoltre, la ripresa di alcuni focolai nella serata di giovedì 11 giugno, documentata anche attraverso immagini e video raccolti sul posto, ha riportato l'attenzione dei cittadini sull'evoluzione dell'evento e sulle attività di monitoraggio ancora in corso.

Accanto al riconoscimento del lavoro svolto dai soccorritori e dalle autorità impegnate nelle operazioni, emerge una richiesta che arriva da più parti del territorio: garantire il massimo livello possibile di informazione pubblica, con aggiornamenti puntuali, dati verificabili e comunicazioni chiare sugli accertamenti in corso.

Molti interrogativi, riguardano non soltanto le cause dell'evento, ma anche gli effetti ambientali, le verifiche tecniche previste e le eventuali misure che saranno adottate per assicurare trasparenza e piena conoscenza dei fatti.

 


Qua di seguito riproponiamo l'intevista professor Valter Castelvetro dell’Università di Pisa di martedì 9 giugno.

Incendio alla Delca Energy, l’esperto: “Il fumo nero indica una combustione incompleta”
Il professor Valter Castelvetro dell’Università di Pisa analizza i possibili effetti ambientali e sanitari del rogo di Lugnano: “Attenzione a particolato e sostanze persistenti, servono i dati delle analisi”

“Il fumo nero che molti cittadini hanno visto è già il segnale di una combustione incompleta”. È da questo elemento che parte l’analisi del professor Valter Castelvetro, associato di Chimica Industriale all’Università di Pisa, intervistato martedì 9 giugno da Carlo Palotti per Punto Radio sull’incendio sviluppatosi presso la Delca Energy di Lugnano, nel comune di Vicopisano.

Secondo il docente, le materie plastiche coinvolte nel rogo, essendo composte prevalentemente da carbonio e altri elementi organici, in condizioni di combustione non controllata possono produrre composti intermedi e sostanze potenzialmente nocive.

RIASCOLTA L'INTERVISTA INTEGRALE

 

“Quando la combustione avviene in maniera completa — ha spiegato Castelvetro (nella foto a sinistra) — i materiali si trasformano principalmente in anidride carbonica e acqua. In un incendio come questo, invece, la combustione è parziale e si formano particolato, carbone e vari composti organici”.

Tra le sostanze che possono svilupparsi figurano gli idrocarburi policiclici aromatici, alcuni dei quali classificati come cancerogeni. Il professore ha inoltre affrontato il tema della possibile formazione di diossine, ipotesi già richiamata anche dalle autorità sanitarie.

“La presenza di diossine non può essere esclusa a priori — ha detto — soprattutto se tra i materiali coinvolti vi sono plastiche contenenti cloro, come il PVC. In condizioni di combustione incontrollata queste sostanze possono generarsi e diffondersi attraverso il fumo”.

Castelvetro ha però invitato alla cautela nelle valutazioni, sottolineando come al momento siano indispensabili le verifiche di laboratorio e i monitoraggi ambientali condotti dagli enti competenti.

“È improbabile che si siano sviluppate grandi quantità di diossine, ma è corretto che ARPAT effettui tutti i controlli necessari per capire l’effettiva entità del problema”.

Nel corso dell’intervista si è parlato anche delle precauzioni per la popolazione. Secondo il docente, nelle prime fasi dell’emergenza è opportuno limitare l’esposizione diretta al fumo e al particolato.

“Tenere chiuse le finestre, evitare attività all’aperto nelle aree più esposte e lavare accuratamente frutta e verdura raccolte negli orti sono misure ragionevoli in attesa dei risultati delle analisi”.

Particolare attenzione va prestata alle polveri e ai residui che possono depositarsi al suolo. “Il rischio principale — ha spiegato — riguarda soprattutto inalazione e contatto con il particolato nelle zone interessate dalla ricaduta dei fumi”.

Sulle mascherine, Castelvetro ha precisato che il loro utilizzo può essere utile in presenza di forte esposizione diretta al fumo, mentre risulta meno rilevante quando la nube si è già dispersa.

Il professore ha infine affrontato il tema delle possibili conseguenze ambientali su terreni e falde acquifere. “In teoria contaminazioni sono possibili, soprattutto attraverso il trasporto del particolato da parte delle piogge, ma al momento non rappresentano l’aspetto principale della criticità”.

Secondo il docente, i primi risultati analitici potrebbero arrivare entro pochi giorni. “Esistono protocolli consolidati per questo tipo di analisi. È plausibile che entro la settimana possano emergere dati più concreti sulla situazione ambientale”.

 


IL LIVE DALLA DELCA ORE 23.30 11 GIUGNO

 

 

 


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redazione.cascinanotizie