Diritti in Comune: dal POC di Pisa solo cemento, parcheggi e speculazione
"Piano Operativo Comunale. Cemento, parcheggi e speculazione: la destra porta in Consiglio il sacco della città" con queste aprole Diritti in Comune si presenta alla prossima seduta del Consiglio Comunale che discuterà il POC
Questo il comunicato stampa (in allegato il pdf con le tabelle riassuntive delle nuove costruzioni)
Arriva mercoledì 22 e giovedì 23 aprile in Consiglio Comunale il nuovo Piano Operativo Comunale, lo strumento che decide il futuro della città per i prossimi anni. Arriva però nel peggiore dei modi: con tempi compressi e migliaia di pagine consegnate ai gruppi consiliari soltanto giovedì 16 aprile, oltretutto durante il consiglio comunale, non consentendo un'analisi accurata che quindi abbiamo potuto fare solo a partire da questo venerdì e con la commissione già fissata per lunedì 20 aprile. In questi pochi giorni, come gruppo di lavoro urbanistica, abbiamo letto ininterrottamente le carte, i documenti, le cartografie e ciò che emerge è estremamente chiaro: questo piano rappresenta un vero e proprio sacco della città.
Dentro il POC troviamo, infatti la sintesi le politiche della Giunta Conti: cementificazioni, svendita del patrimonio pubblico, turistificazione, gentrificazione: un modello ambientalmente insostenibile che favorisce le grandi speculazioni. Altro che transizione ecologica: questo piano prevede una enorme colata di cemento. Parliamo di 474.900 metri quadrati di nuovo edificato e di ben 182.000 metri quadrati di nuove superfici destinate a parcheggi. Una scelta che va esattamente nella direzione opposta rispetto a ciò che stanno facendo le città europee, dove si riduce il consumo di suolo, si investe nel verde e si limita l’uso dell’auto privata.
Qui invece si continua a costruire e a impermeabilizzare, arrivando a prevedere la trasformazione di aree verdi e spazi urbani in parcheggi, anche in zone delicate della città. Non solo: mentre si investe su cemento e auto, non c’è alcuna previsione esplicita e strutturale per la realizzazione di nuove case popolari, questa specifica categoria non ha avuto un disciplina autonoma ma è stata confusa con molte altre destinazioni, così che su quei terreni dove verranno fatte nuove edificazioni con scopi sociali, ben potrebbero sorgere palestre invece che alloggi ERP. La cosa è gravissima e segna l’evidenza di come in una fase in cui l’emergenza abitativa è sotto gli occhi di tutti, questo comune metta centinaia di alloggi popolari nel piano delle alienazioni senza prevedere affatto la espressa costruzione di nuove case popolari con zone unicamente destinate a quel solo scopo. Allo stesso modo manca una vera strategia sul verde urbano, con l’assenza di nuove aree verdi fruibili che possano rappresentare una risposta concreta alla crisi climatica.
Il modello che emerge è chiaro: più cemento, più parcheggi, più traffico, meno diritti. Si depotenziano le alternative, si indeboliscono le prospettive di mobilità sostenibile e si va in direzione opposta rispetto a investimenti strategici come la tramvia.
Ancora più gravi sono alcune scelte puntuali che riguardano la trasformazione di spazi pubblici e pezzi importanti della storia della città. Pensiamo alle ipotesi di demolire e trasformare in parcheggi la mensa universitaria di via dei Martiri (questo addirittura multipiano!) e lo Spazio Antagonista Newroz in Via Garibaldi. Pure follie che occorre fermare. Stessa sorte si prevede anche per l'attuale sede della Questura trasformata in un parcheggio multipiano.
Non solo, a ben vedere, si dettano in modo inquietante anche le linee da seguire una volta scaduti i termini per attuare il piano di recupero del Santa Chiara. L’amministrazione infatti impone alcune linee per il futuro, tra queste demolizioni di edifici ed altri parcheggi multipiano nonché possibilità di alberghi di lusso.
Un altro pilastro del piano, poi, è proprio la turistificazione. Si moltiplicano le previsioni di cambio di destinazione d’uso per attrarre grandi investitori e fondi speculativi. Tra gli esempi più evidenti ci sono Palazzo Mazzarosa, Palazzo Leoncini, la sede della Banca d’Italia, la caserma di San Vito, l'ex asilo Coccapani, l'ex ASL in via Zamenhof. Parallelamente, si prevede la realizzazione di strutture legate all’ospitalità temporanea e al cosiddetto “student housing” in luoghi come l’ex-Dipartimento di Chimica, l’Intendenza di Finanza in piazza Carrara, la caserma San Vito, l’ex-uffici Apes in Via Fermi e ancora l'edificio della Asl in via Zamenhof.
Si tratta di un modello che punta a trasformare il centro storico e parti rilevanti della città in spazi sempre più orientati al turismo e alla rendita, espellendo progressivamente i residenti e svuotando i quartieri delle loro funzioni sociali.
Il piano è chiaramente costruito a misura di privato. Si spalancano ancora di più le porte alla grande distribuzione, favorendo nuove superfici commerciali anche in aree oggi produttive o dismesse, come l’ex Colorificio e la Kimble, mettendo ulteriormente in difficoltà il commercio di vicinato e le botteghe storiche.
Si assecondano inoltre grandi operazioni speculative, dalle trasformazioni legate a RFI nei quartieri di San Giusto e San Marco, fino alle previsioni su Marina di Pisa con nuove grandi strutture alberghiere richieste dal colosso Namira.
Di fronte a questo scenario pur con tempi compressi e gli evidenti tentativi della maggioranza di impedire una discussione vera, porteremo in Consiglio Comunale una controproposta radicale e concreta. Abbiamo preparato centinaia di emendamenti con cui proponiamo di cancellare le nuove edificazioni e la crescita indiscriminata dei parcheggi, fermare i processi di turistificazione e destinare i grandi immobili abbandonati a edilizia residenziale pubblica, funzioni sociali, culturali e spazi di aggregazione.
Per noi il punto è semplice: la città non è una merce, ma uno spazio di diritti. Questo piano va nella direzione opposta, favorisce la rendita privata e scarica i costi sull’ambiente e sulla collettività. In Consiglio Comunale faremo una battaglia chiara per una città più giusta, più vivibile e più pubblica. Ma soprattutto prepareremo il terreno per le prossime settimane, in cui sarà cruciale la partecipazione dei quartieri nella fase delle osservazioni. Siamo già pronti a grandi assemblee pubbliche in ogni quartiere in cui spiegheremo il sacco della città e costruiremo insieme ai cittadini e alle cittadine la nuova Pisa del futuro, su questo tema della partecipazione interverremo anche con un apposito ordine del giorno.
Diritti in comune (una città in comune - rifondazione comunista)
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