Rifiuti, Filippi: "Differenziata e nuovi impianti sono strade complementari"
L'assessore di Vicopisano intervistato da Punto Radio sull'ossicombustore di Peccioli: "Anche con l'85% di differenziata resta una quota di rifiuti da trattare"
Nel pieno del confronto politico sull'ossicombustore di Peccioli e sul futuro della gestione dei rifiuti in Toscana, sabato 8 agosto Carlo Palotti ha intervistato per Punto Radio Juri Filippi, assessore all'Ambiente e al ciclo dei rifiuti del Comune di Vicopisano. Filippi non entra nel merito tecnico del progetto, che affida alle valutazioni degli specialisti, ma sostiene la necessità di dotare il territorio di impianti capaci di chiudere il ciclo, anche ipotizzando livelli molto elevati di raccolta differenziata.
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Secondo l'assessore, infatti, anche raggiungendo l'85% di differenziata nell'ATO Toscana Costa rimarrebbe una quantità significativa di rifiuto residuo. A questa, osserva Filippi, devono essere aggiunti gli scarti provenienti dalle isole ecologiche e quelli prodotti durante le lavorazioni per il recupero di plastica, carta e vetro. Per questo considera la stima di circa 200mila tonnellate annue di materiale da trattare non eccessiva, ma potenzialmente sottostimata.
Sul progetto di Peccioli, Filippi precisa di non avere le competenze per stabilire se l'impianto sia tecnicamente adeguato, ma richiama il lungo iter di valutazione svolto dalla Regione. A suo giudizio continuare a rinviare una decisione avrebbe comunque conseguenze, perché una parte consistente dei rifiuti viene già inviata fuori dalla Toscana per il trattamento. Nell'intervista cita una stima sindacale di circa 50 milioni di euro l'anno di costi legati alla mancata lavorazione dei rifiuti all'interno della regione.
"In Toscana non ci sono alternative già arrivate alla fine dell'iter"
Filippi interviene anche sulle divisioni politiche emerse nelle ultime settimane. Ricorda che la Regione, nella costruzione della pianificazione sui rifiuti, aveva scelto di raccogliere manifestazioni d'interesse dai territori anziché imporre la localizzazione degli impianti. Secondo l'assessore, quello di Peccioli è rimasto l'unico progetto per la chiusura del ciclo ad aver portato avanti l'intero percorso previsto.
Anche nell'ipotesi della sua realizzazione, aggiunge, l'impianto non sarebbe comunque sufficiente a soddisfare il fabbisogno dell'intera Toscana. Per Filippi il problema riguarda quindi non soltanto Peccioli, ma più in generale l'autosufficienza impiantistica regionale.
L'assessore esprime inoltre perplessità sulla prospettiva "Rifiuti Zero" quando viene proposta senza quantificare il materiale che continuerebbe a rimanere dopo raccolta differenziata e recupero. Filippi sostiene che riduzione, riciclo e recupero debbano essere spinti il più possibile, ma ritiene che queste politiche, da sole, non eliminino la necessità di trattare una quota residua.
Il nodo dei costi
Sul piano economico, Filippi riconosce la difficoltà di prevedere con precisione costi e tempi di realizzazione di un'infrastruttura complessa. Sposta però l'attenzione sulle alternative, citando il costo sostenuto da alcune città italiane per inviare il rifiuto indifferenziato all'estero e ponendo anche una questione di autonomia nella gestione del ciclo e di ricadute occupazionali.
L'esperienza di Vicopisano, dove l'amministrazione sta lavorando per aumentare la differenziata e ridurre l'indifferenziato, non viene quindi considerata in contraddizione con la necessità di nuovi impianti.
"Le strade non sono antitetiche", sostiene Filippi: da una parte occorre aumentare raccolta differenziata e recupero di materia, dall'altra servono, per ciò che resta, "pochi impianti fatti bene, sicuri" e moderni in grado di chiudere il ciclo dei rifiuti.


