Takeda Pisa, proclamato lo stato di agitazione: sciopero di otto ore il 29 giugno contro la delocalizzazione
I sindacati contestano il trasferimento di parte della produzione a Vienna e la cessazione dei contratti di 67 lavoratori somministrati. Previsto un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento. Sindaco e consiglio comunale con i lavoratori
Le organizzazioni sindacali Filctem-Cgil e Nidil-Cgil Pisa hanno proclamato lo stato di agitazione e una prima giornata di sciopero di otto ore per lunedì 29 giugno nello stabilimento Takeda Manufacturing Italia di Pisa.
La mobilitazione segue la comunicazione dell'azienda sul trasferimento di una parte delle attività produttive a Vienna e sulla conseguente cessazione dei contratti dei lavoratori somministrati.
I sindacati chiedono il ritiro del progetto di delocalizzazione, la tutela dell'occupazione e l'apertura di un confronto per individuare soluzioni alternative.
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Hanno scritto Filctem-Cgil Pisa e Nidil-Cgil Pisa.
Spett.le
TAKEDA MANUFACTURING ITALIA SPA
ADECCO APL
p.c. tutti i lavoratori
Oggetto: Dichiarazione dello stato agitazione sindacale e sciopero.
A seguito delle comunicazioni ricevute dagli incontri con le rispettive direzioni aziendali che si sono svolti il 22/06/2026 dove ci è stata comunicata la volontà di Takeda di trasferire una parte delle attività produttive dal sito di Pisa a quello di Vienna e di conseguenza ci veniva comunicata la decisione di cessare l’utilizzo di tutta la forza lavoro somministrata che coinvolge 67 lavoratrici e lavoratori.
Takeda ci ha inoltre evidenziato che questa scelta crea comunque circa 35 esuberi di lavoratori e lavoratrici diretti, che però saranno ricollocati presso le mansioni lasciate libere dai lavoratori somministrati.
Abbiamo fin da subito espresso la nostra totale contrarietà a questa scelta perché colpisce proprio quelle lavoratrici e lavoratori che sono presenti in azienda da molti anni e che l’hanno fatta crescere con il loro impegno, professionalità, esperienza e competenza, così come dimostrato dal raggiungimento dei risultati di produttività ed economici dello stabilimento.
Rifiutiamo la logica di scelte aziendali, calate dall’alto di una multinazionale giapponese, che consideriamo inaccettabili.
Rifiutiamo la logica per la quale si scaricano sui lavoratori più deboli e più ricattabili le conseguenze di gestioni che, in nome del profitto di pochi, sacrificano la vita di 67 famiglie.
Chiediamo a Takeda di stoppare il progetto di delocalizzazione, che inevitabilmente impoverirà tutto il sito di Pisa con gravi future conseguenze per tutto l’organico. Chiediamo inoltre l’annullamento delle cessazioni dei contratti delle lavoratrici e dei lavoratori somministrati, l’apertura immediata di un vero confronto con le Organizzazioni Sindacali per valutare tutte le possibili alternative al fine di garantire la piena continuità produttiva del sito di Pisa e la tutela dei livelli occupazionali e reddituali.
Per tali ragioni anche a seguito delle Assemblee sindacali svoltesi il 24/06/2026 siamo a dichiarare
lo stato di agitazione sindacale con il blocco delle prestazioni di carattere straordinario e delle variazioni e prolungamenti dell’orario di lavoro
e in subordine in assenza di risposte positive a quanto richiesto viene proclamato
un primo giorno di sciopero per
LUNEDI’ 29 GIUGNO 2026 di 8 ORE
e per l’intera giornata in base al proprio orario di lavoro giornaliero o turnista
con PRESIDIO DAVANTI AI CANCELLI AZIENDALI
in Via GIOVAN BATTISTA OLIVA, 2 a PISA a partire dalle ore 8.
Ha scritto il Comune di Pisa.
Il Sindaco di Pisa Michele Conti esprime forte preoccupazione per la situazione che interessa i lavoratori dello stabilimento Takeda e accoglie con favore l'approvazione all'unanimità, da parte del Consiglio comunale, della mozione dedicata alla vicenda.
«Desidero esprimere, a nome dell'Amministrazione comunale e dell'intera città – ha dichiarato il Sindaco Michele Conti - la massima solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie, che stanno vivendo una fase di grande incertezza e preoccupazione per il proprio futuro occupazionale».
«L'approvazione unanime della mozione da parte del Consiglio comunale – prosegue Conti – rappresenta un segnale politico importante. La convergenza di tutte le forze consiliari rafforza il mandato dell'Amministrazione e dà ulteriore impulso alle iniziative di sensibilizzazione e di interlocuzione istituzionale che il Comune intende portare avanti nei confronti dell'azienda e degli altri soggetti coinvolti.»
«Non possiamo accettare passivamente una situazione che rischia di compromettere posti di lavoro, competenze e professionalità presenti nel nostro tessuto socio-economico. Per questo il Comune di Pisa metterà in campo tutte le iniziative di propria competenza, nel rispetto dei ruoli istituzionali, affinché siano salvaguardati l'occupazione e il futuro produttivo del sito. Ci impegniamo inoltre – conclude Conti - a dare piena attuazione agli indirizzi contenuti nella mozione approvata dal Consiglio comunale, promuovendo ogni utile confronto con Governo, Regione Toscana, organizzazioni sindacali e azienda, nella convinzione che sia necessario individuare soluzioni concrete a tutela dei lavoratori e del tessuto produttivo del nostro territorio.»
Hanno scritto Giovanni Pasqualino e Matteo Trapani.
Il Consiglio Comunale di Pisa ha approvato una mozione unitaria, sottoscritta congiuntamente dalla maggioranza e dall'opposizione, avente come primi firmatari Giovanni Pasqualino, Capogruppo della Lega e Matteo Trapani, Capogruppo del Partito Democratico, finalizzata alla tutela dei livelli occupazionali presso lo stabilimento Takeda Manufacturing di Pisa e alla salvaguardia del ruolo strategico del polo farmaceutico pisano.
L'atto nasce in seguito alle notizie relative alla possibile cessazione del rapporto di lavoro per 67 lavoratori in somministrazione e rappresenta una presa di posizione forte e condivisa dell'intero Consiglio Comunale a difesa dell'occupazione, delle professionalità presenti nello stabilimento e del futuro di un comparto strategico per l'economia, la ricerca e lo sviluppo del territorio.
La mozione impegna il Sindaco e la Giunta ad attivarsi tempestivamente nei confronti dell'azienda, della Regione Toscana, del Governo e delle organizzazioni sindacali per favorire l'apertura di un tavolo istituzionale volto a individuare tutte le soluzioni possibili per salvaguardare i posti di lavoro, garantire la continuità produttiva del sito e rafforzare il polo farmaceutico pisano.
"Con questa mozione il Consiglio Comunale dimostra che, quando sono in gioco il lavoro e il futuro delle famiglie, le appartenenze politiche passano in secondo piano. È un segnale di unità e responsabilità che vuole dare forza alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti e chiedere con determinazione all'azienda e alle istituzioni di mettere in campo ogni strumento utile per evitare la perdita di posti di lavoro", dichiara Giovanni Pasqualino, Capogruppo della Lega.
"L'approvazione unanime di questa mozione rappresenta un messaggio chiaro, la città è compatta nella difesa del proprio tessuto produttivo e delle professionalità che lo rendono competitivo. Ora è fondamentale che il confronto tra azienda, sindacati e istituzioni produca soluzioni concrete, perché il futuro del sito Takeda riguarda non solo i lavoratori interessati, ma l'intero sistema economico e scientifico del nostro territorio", afferma Matteo Trapani, Capogruppo del Partito Democratico.
Con questo voto unanime, il Consiglio Comunale di Pisa ribadisce il proprio impegno a tutela del lavoro, della dignità dei lavoratori, della continuità produttiva dello stabilimento Takeda e del ruolo strategico che il comparto farmaceutico riveste per lo sviluppo economico, produttivo e scientifico della città e dell'intera Toscana.
Ha scritto Maurizio Nerini, capogruppo Fratelli d'Italia Pisa.
Abbiamo approvato in Consiglio Comunale una mozione unitaria a "TUTELA DEI LIVELLI OCCUPAZIONALI PRESSO LO STABILIMENTO TAKEDA MANUFACTURING DI PISA E SALVAGUARDIA DEL POLO FARMACEUTICO PISANO" e intervenendo ho ricordato a tutti che che anni fa, dopo Brexit, proponemmo Pisa come sede di EMA l’agenzia del farmaco, non sbagliavamo per le eccellenze del nostro territorio e forse oggi questo avrebbe comportato altro, allora eravamo da soli e non ci ascoltarono e EMA fu spostata in Olanda, questa volta siamo tanti, niente Austria! Ci devono ascoltare! La tradizione farmaceutica del territorio deve essere mantenuta, difesa semmai incrementata.
Grazie a chi ha lavorato sulla mozione unitaria, in primis Giovanni Pasqualino. Bene anche per la maturità del nostro Consiglio per aver costruito un atto comune.
Facciamo quadrato attorno ai lavoratori, senza demagogia, senza ideologia, ma con molta semplicità. Da capogruppo di Fratelli d'Italia Pisa mi impegno a trasferire l'atto a chi a Firenze e Roma del mio partito si occupa di questo
Ha scritto Diritti in comune.
Oggi il Consiglio comunale alla presenza delle lavoratrici e lavoratori di Takeda ha approvato all’unanimità una mozione a loro sostegno, ribadendo il pieno supporto a tutte le iniziative che, insieme alle organizzazioni sindacali, verranno intraprese per difendere l’occupazione.
Abbiamo ribadito con forza che la scelta di Takeda di delocalizzare da Pisa e licenziare 67 lavoratrici e lavoratori non è in alcun modo determinata da una situazione di crisi. Al contrario, gli utili di milioni di euro registrati dall’azienda dimostrano che si tratta di una scelta finalizzata esclusivamente alla massimizzazione dei profitti.
Per questo abbiamo chiesto e inserito nella mozione, approvata all’unanimità, una verifica sui finanziamenti pubblici che la multinazionale ha ricevuto negli anni, sia a livello nazionale che regionale. Un elemento che rende questa decisione ancora più inaccettabile.
È necessario che il Governo e la Regione, anche alla luce delle risorse pubbliche erogate, intervengano con urgenza nei confronti della multinazionale per fermare la delocalizzazione e annullare tutti i licenziamenti.
Ora è indispensabile che il sindaco Conti dia rapidamente seguito agli impegni approvati con la mozione. Da parte nostra sosterremo lo sciopero indetto dai lavoratori per il prossimo 29 giugno e porteremo la nostra solidarietà al presidio.

