Test del carrello: ecco cos'è e perché è contestato da sindacati e lavoratori

Cronaca
Calcinaia
Sabato, 6 Dicembre 2025

La Filcams Cgil critica la procedura. Matteo Taccola intervistato da Punto Radio: “Misura sproporzionata, non è compito delle cassiere fare le guardie giurate. Pronti a nuove iniziative sindacali”

Nel corso di un’intervista rilasciata a Punto Radio Cascina Notizie lo scorso 4 dicembre, Matteo Taccola della Filcams Cgil di Pisa, ha commentato il caso della dipendente del punto vendita Pam di Fornacette sospesa per dieci giorni dopo aver fallito un cosiddetto “test del carrello”. A rivolgergli le domande Carlo Palotti, che ha ricostruito l’episodio riguardante la cassiera con 36 anni di anzianità.

► LEGGI ANCHE: Sospesa cassiera alla Pam di Fornacette: Filcams Cgil contesta il “test carrello”

Taccola ha spiegato che il “test del carrello” è una pratica utilizzata da Pam in diverse filiali, compresi i punti vendita toscani, per verificare la capacità dei cassieri di individuare merce nascosta. Secondo il sindacalista, negli accertamenti vengono collocati numerosi piccoli articoli in punti difficili da notare, talvolta all’interno di confezioni più grandi. Nel caso di Fornacette, la lavoratrice avrebbe individuato quasi tutti gli oggetti tranne due, tra cui un mascara nascosto in una busta di castagne.

La dipendente, ha aggiunto Taccola, ha atteso l’esito della procedura disciplinare con forte preoccupazione, anche alla luce di altri provvedimenti analoghi registrati nelle scorse settimane in Toscana. La lettera ricevuta nella mattinata del 3 dicembre comunicava la sospensione per dieci giorni, misura che la Cgil giudica non proporzionata e non coerente con le mansioni delle cassiere. Taccola ha inoltre evidenziato che l’operazione rischia di caricare i lavoratori di responsabilità improprie e di generare tensioni con la clientela.

Sul piano delle iniziative sindacali, la Filcams ha fatto sapere di aver già avviato percorsi di mobilitazione a livello regionale e nazionale. Tra le ipotesi citate ci sono scioperi, volantinaggi e ulteriori azioni di protesta volte a informare anche i consumatori. Il sindacato fornirà assistenza legale alla dipendente e ai lavoratori coinvolti in casi simili.

Taccola ha infine rivolto un appello diretto al Gruppo Pam: ritirare il provvedimento disciplinare e, più in generale, annullare i licenziamenti già avvenuti nelle filiali toscane nell’ambito delle medesime contestazioni.

Carlo Palotti, per Punto Radio Cascina Notizie, giovedì 4 dicembre ha intervistato Matteo Taccola, sindacalista della Filcams Cgil di Pisa.

 

 

Hanno scritto Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.

Nuovo, grave, episodio legato all’utilizzo del cosiddetto “test carrello” da parte di Pam Panorama.

Lo denunciano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs dopo i recenti casi che hanno coinvolto lavoratrici e lavoratori di Siena, Livorno e Roma. Oggi la misura colpisce una dipendente con 36 anni di anzianità di servizio, addetta alle casse del superstore di Fornacette (Pisa), che ha ricevuto una sospensione dal lavoro e dalla retribuzione per dieci giorni. Il provvedimento deriva dalla contestazione relativa alla mancata rilevazione di un mascara volutamente occultato dagli “ispettori” all’interno di una busta di castagne. 

Si tratta della sanzione conservativa più grave prevista prima del licenziamento. Le organizzazioni sindacali sottolineano come l’azienda abbia applicato un provvedimento totalmente sproporzionato, che pone la lavoratrice in una condizione di forte pressione e lancia un segnale intimidatorio all’intero organico: ogni minima imprecisione rischia di essere punita con misure eccessive e non commisurate ai fatti.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs ricordano inoltre che il punto vendita di Fornacette aveva già registrato significativi ammanchi inventariali. Le rappresentanze sindacali territoriali avevano ripetutamente segnalato che l’elevato numero di furti era riconducibile all’utilizzo delle casse veloci, prive di adeguati presidi di vigilanza. Evidentemente l’incidenza dei furti rientra nel “budget” previsto, evidentemente anche grazie al risparmio ottenuto riducendo il presidio delle casse tradizionali da parte del personale. 

Invece di intervenire con investimenti adeguati in sistemi antitaccheggio e vigilanza, Pam Panorama sembra aver scelto di concentrare l’attenzione sul personale, ricorrendo a test costruiti ad arte per attribuire ai lavoratori responsabilità che hanno origine in criticità organizzative e gestionali. L’azienda stessa ha dichiarato perdite pesanti a livello nazionale, che avrebbero dovuto indurre ben prima un rafforzamento serio dei sistemi di sicurezza. 

Oltre alle iniziative legali a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs confermano la prosecuzione della mobilitazione nazionale contro quella che viene giudicata una deriva disciplinare e gestionale inaccettabile, che scarica sul personale le responsabilità derivanti da scelte aziendali non adeguate. 

Le organizzazioni sindacali ribadiscono che la mobilitazione proseguirà con ogni strumento disponibile finché Pam Panorama non avrà ritirato tutti i licenziamenti e i provvedimenti disciplinari, e non avrà ripristinato relazioni industriali improntate al rispetto e alla dignità del lavoro.

 

Sull'episodio hanno scritto i Giovani Democratici di Pisa.

Il test del carrello arriva anche nella nostra Provincia. A subirne gli effetti è un'impiegata della filiale Pam Panorama di Fornacette, che con 36 anni di anzianità, viene sospesa per 10 giorni per aver fallito l'ormai famoso "test del carrello". 

Non si tratta di casi isolati, ma di un quadro che, con questo provvedimento e la chiusura di Pam di Viale delle Cascine, smaschera il disegno della governance dell'azienda: trovare pretesti per liquidare senza vincoli i lavoratori "storici" delle filiali, anche a pochi anni dalla pensione, e rimpiazzarli con giovani lavoratori con contratti precari e privi di tutele.

Ecco che a subirne gli effetti sono i lavoratori, che dopo decenni di servizio si vedono sospesi o licenziati, vedono i loro posti di lavoro chiusi e liquidati. 
Come è stato nel caso della filiale Panorama all'interno del centro commerciale I Gigli, a Firenze, dove decine di persone rischiano di perdere il lavoro per la chiusura del supermercato e per questo il 24 novembre è stato aperto il tavolo con l'ARTI a Firenze.

Tutti questi tagli e provvedimenti sono dovuti ad una crisi interna della società? Non sembrerebbe, dato che nel 2025 Panorama chiude il proprio bilancio con quasi 2 miliardi di ricavi, marcando una crescita del 10,2%. 

Non riuscendo a cambiare la natura dei contratti "vecchi", la soluzione per Panorama sembra essere proprio quella di liberarsi dei lavoratori "ingombranti", con contratti indeterminati e con tutele solide.

A noi, partiti e sindacati, resta solo una cosa da fare: elaborare un provvedimenti che cancelli tutta la riforma del mondo del lavoro contenuta nel Jobs Act e ripristinare i diritti dei lavoratori. Non possiamo affacciarci ad un mondo del lavoro dal quale veniamo continuamente sputati fuori, continuando a spingere per trovare un posto di lavoro che occuperemo per un anno - nella migliore delle ipotesi. 

Lottare per la tutela di generazioni che rischiano, tutte e in modi diversi, di non sapere più come arrivare alla fine del mese.

 

 

 


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redazione.cascinanotizie