Treno con mezzi militari bloccato a Pisa. Movimento No Base: "Resistere alla guerra, lottare per la pace"

Cronaca
PISA e Provincia
Sabato, 14 Marzo 2026

Il movimento No Base rivendica l’azione antimilitarista e rilancia la mobilitazione contro le infrastrutture militari previste sul territorio

Dopo i fatti di giovedì 12 marzo alla stazione di Pisa (quando alcune decine di attivisti del movimento Movimento No Base hanno occupato i binari per fermare un treno merci che trasportava mezzi militari, provocando la sospensione del traffico ferroviario per molte ore), gli attivisti pisani tornano a parlare e lo fanno con un comunicato dal titolo "Resistere alla guerra, lottare per la pace. Respingere la guerra. Ricacciarla indietro".

Una nota che rivendica l'azione antimilitarista attuata nelle scorse ore e anche in precedenza, ad esempio a Livorno, quando furono bloccati gli sbarchi di armamenti presso il porto labronico, ma anche in Europa o nel mondo.

Per il movimento antimilitarista, il blocco ferroviario dello scorso giovedì, rientra nella strategia complessiva da attuare sul territorio pisano, che prevede anche e soprattutto, la non realizzazione dei due nuovi grandi insediamenti militari previsti a San Piero a Grado e Pontedera.

Nel comunicato, sono stati riportati anche i diversi presidi nati in poche ore dalla notizia del passaggio del "treno della morte". Oltre a Pisa, a Livorno, Collesalvetti e Pontedera.

Una rete che si espande quindi, che non guarda solo a Pisa e provincia ma più in generale, alle sorti globali. Che rifiuta di "essere parte dell’ingranaggio della guerra" e che vuole costruire "la pace con la lotta".

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Ha scritto il Movimento No Base.

Resistere alla guerra, lottare per la pace. Respingere la guerra. Ricacciarla indietro.

È quello che il movimento ha fatto ieri, attraverso un blocco di oltre sei ore sui binari alla stazione di Pisa centrale. Un treno merci di 32 vagoni, con decine di mezzi blindati militari e altrettanti container il cui contenuto possiamo solo immaginarlo. 

Un risultato che ricalca le straordinarie giornate al porto di Livorno e negli altri porti d’Italia e d’Europa dove i lavoratori e le lavoratrici hanno disertato, rifiutando di essere parte dell’ingranaggio della guerra e bloccando il traffico di armi. 

Ieri abbiamo dimostrato di nuovo con un blocco pacifico e determinato, che possiamo essere concretamente efficaci. Ieri sera abbiamo dato realtà al nostro desiderio di Pace: i nostri corpi hanno fermato il treno della morte. L’hanno fermato  la nostra unione e la consapevolezza di stare dalla parte giusta della storia, quella che rifiuta la logica della guerra ad ogni costo, il riarmo, l’utilizzo di ogni infrastruttura civile per scopi militari, la devastazione del nostro territorio per incentivare l’economia di guerra. 

Abbiamo dimostrato che con i giusti rapporti di forza possiamo trasformare l’impossibile in necessario. Unendo le capacità di lavoratori, comitati, movimenti, cittadini, possiamo essere un passo avanti a loro. Da Livorno a Pisa, da Collesalvetti a Pontedera, un intero territorio si è mobilitato in tanti modi per bloccare questo treno.

Ovunque  con coraggio e chiarezza dei nostri obiettivi, possiamo fermare le armi e intralciare la guerra. Possiamo rimandare indietro un treno carico di mezzi blindati. Possiamo fermare la costruzione della base militare nel parco di San Rossore a San Piero a Grado e a Pontedera. Possiamo essere sabbia nell’ingranaggio della guerra. 

A Pisa la guerra ieri non è passata, ma è solo un primo passo: sappiamo che il treno avrà preso altre rotte. Sappiamo che tanti altri passano senza che ne siamo a conoscenza. Vediamo le politiche di miseria che stanno portando miliardi alla guerra e non ai bisogni della società. 
Oggi più che mai dobbiamo prendere posizione: essere per la Pace significa essere partigiani e partigiane, resistere alla guerra mondiale, metterci in gioco ovunque e in molti modi per essere d’ostacolo alla guerra e dimostrare che il popolo non vuole farne parte. 

Ieri abbiamo respirato confitto e liberazione, una tappa che dà forza ed energia a tutto il movimento pacifista e contro la guerra del nostro Paese ma che abbiamo bisogno di rilanciare e continuare a organizzare. Per questo sarà importante esserci tutti e tutte alla nostra assemblea generale martedì 17, organizziamo insieme nuove iniziative  di diserzione, di disarmo, di blocco. Costruiamo la pace con la lotta.

 

 

 


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redazione.cascinanotizie